COSA SONO I DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

COSA SONO I DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

Cosa sono i disturbi dell’alimentazione? A spiegarcelo il dott. Franco Scita, medico psichiatra e responsabile del reparto DCA dell’Ospedale Maria Luigia. “I disturbi dell’alimentazione sono un insieme di disturbi psichiatrici caratterizzati da un rapporto patologico con l’alimentazione e il cibo. I disturbi alimentari più conosciuti sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating disorder.” 

I disturbi dell’alimentazione

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o come si preferisce chiamarli più modernamente, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, sono un gruppo variegato di malattie comprese e classificate fra i disturbi psichiatrici. Causati da una serie complessa e molteplice di fattori, i disturbi dell’alimentazione esprimono una condizione di profondo disagio e di malessere psicologico. A causa del quale vengono fortemente compromesse sia la salute fisica che la qualità di vita del paziente. I principali disturbi alimentari sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il binge eating disorder.

I disturbi alimentari: l’anoressia nervosa

L’anoressia è il più conosciuto disturbo dell’alimentazione e si caratterizzata per la progressiva perdita di peso che può arrivare fino gradi estremi di magrezza. L’eccessiva magrezza può portare a problemi di natura medico-internistica gravi fino alla morte. Il dimagramento è principalmente causato da una dieta sempre più povera, con netta riduzione della quantità di calorie ingerite ad ogni pasto.

La caratteristica principale dell’anoressia è quindi la riduzione delle calorie ingerite durante il giorno. Inoltre è presente una eccessiva paura di ingrassare e un alterato rapporto con il proprio corpo. Spesso le pazienti con anoressia utilizzano come strategie di controllo del peso il ricorso all’esercizio fisico. Questo esercizio diventa sempre più intenso e duraturo arrivando a impegnare molte ore nell’arco della giornata.

La strategia principale di controllo del peso da parte della pazienti con questo disturbo alimentare è la restrizione e l’attività fisica. In alcune varianti dell’anoressia (anoressia binge/purging) sono presenti anche altri sintomi come le abbuffate e altre strategie di controllo del peso come il vomito autoindotto.

Per approfondire leggi: anoressia nervosa: cause, sintomi e terapia.

I disturbi alimentari: la bulimia nervosa

La bulimia nervosa, il cui termine significa “fame da bue”, è un disturbo dell’alimentazione che si caratterizza per la presenza di abbuffate seguite da condotte di eliminazione del cibo. Un’abbuffata si caratterizza come un evento, in un arco di tempo relativamente breve, durante il quale una persona perde il controllo nel mangiare e ingerisce enormi quantità di cibo.

L’ingestione massiccia di cibo è seguita dal bisogno immediato di svuotare lo stomaco attraverso il vomito auto provocato. Il vomito è volto a ridurre la sensazione di dolorosa pienezza dell’addome ma anche legata ad emozioni sgradevoli come vergogna, senso di colpa e paura di ingrassare. A differenza dell’anoressia che è caratterizzata da una considerevole perdita di peso, nella bulimia nervosa troviamo pazienti in sottopeso, pazienti normopeso e pazienti in sovrappeso.

E’ possibile inoltre osservare anoressia e bulimia nella stessa paziente e in periodi differenti. Alcune pazienti infatti, nel corso della loro storia di malattia, presentano fasi anoressiche (caratterizzate da restrizione) e fasi bulimiche (caratterizzate da abbuffate e strategie di eliminazione).

Per approfondire leggi: bulimia nervosa: cause, sintomi e cura.

I disturbi alimentari: il binge eating disorder

Il binge eating disorder, in italiano conosciuto come disturbo da alimentazione incontrollata, è stato solo recentemente inserito fra i disturbi dell’alimentazione. Come per la bulimia nervosa si caratterizza per la presenza delle abbuffate che però, non essendo regolarmente seguite dal vomito, determinano, di norma un notevole aumento di peso. Tale disturbo porta spesso a obesità grave con complicazioni medico-internistiche importanti.

Chi soffre di binge eating disorder spesso ha una lunga storia di numerose diete fallite. Questi continui fallimenti sono dovuti al fatto di non aver mai riconosciuto il disturbo psicologico che è alla base della susseguente obesità. Per il corretto trattamento di questo disturbo è necessario lavorare sia sul piano alimentare che sul piano psicologico. Nel nostro ospedale offriamo percorsi di ricovero per pazienti con binge eating disorder in gravi condizioni cliniche.

Quando invece le condizioni non sono gravi è possibile affrontare un percorso di cura a livello ambulatoriale.

Per approfondire leggi: binge eating disorder e obesità: cause, sintomi e cura.

Disturbi dell’alimentazione: le cause

Le cause che possono portare a sviluppare un disturbo dell’alimentazione sono molteplici, diverse e non sempre facili da definire. La letteratura internazionale mostra un non facile equilibrio fra diversi studi e ricerche nel tentativo di creare modelli che possano spiegare le cause dei disturbi dell’alimentazione.

Come per molti disturbi psichiatrici, anche nei disturbi dell’alimentazione le cause sono molteplici e multifattoriali. Intervengono infatti fattori di rischio psicologici, biologici, sociali e ambientali. Nonostante quindi non sia possibile ricondurre ad una causa la genesi di un disturbo dell’alimentazione esistono alcuni fattori di rischio che possono predisporne lo sviluppo.

Cause e fattori di rischio per anoressia e bulimia

Per quel che riguarda anoressia e la bulimia esiste una netta prevalenza di genere: le ragazze sono nettamente più colpite dei maschi, con un rapporto di circa 9:1. Negli ultimi anni, a dire il vero, la frequenza di anoressia nel sesso maschile è decisamente aumentata per cui non è infrequente vedere ragazzi in condizione di magrezza estrema. Numerosi altri fattori di rischio sono oggi riconosciuti esercitare un ruolo nello sviluppo di questi disturbi dell’alimentazione:

  • ricorso a diete frequenti
  • la presenza di obesità nell’infanzia
  • l’essere oggetto di scherno per il proprio peso o per le forme del corpo
  • crescere in un ambiente che valorizza in modo estremo la magrezza
  • insoddisfazione verso il proprio corpo

La causa scatenante di questi disturbi dell’alimentazione è spesso una dieta iniziata in adolescenza. Nella realtà comunque esistono cause psicologiche soggiacenti che sono più profonde. Il disturbo dell’alimentazione diventa così espressione di una sofferenza più profonda, sofferenza spesso taciuta e non manifestata a nessuno.

Cause e fattori di rischio per binge eating disorder

Se anoressia e bulimia sono molto più frequenti nelle donne, il binge eating disorder è invece il disturbo dell’alimentazione più frequente negli uomini. Il sesso maschile rappresenta circa il 40% delle diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata. Le cause e i fattori di rischio principali per lo sviluppo del binge eating disorder sono:

  • eventi traumatici nella vita
  • insoddisfazione verso il proprio corpo
  • bassa autostima
  • difficoltà nelle gestione delle emozioni

Inoltre è significativo sottolineare la stretta correlazione tra binge eating disorder e depressione. E’ molto frequente infatti ritrovare un disturbo depressivo in pazienti con disturbo dell’alimentazione incontrollata. Il trattamento della depressione quindi spesso è concomitante alla cura del disturbo della nutrizione e dell’alimentazione.

Ulteriore caratteristica di pazienti con BED è l’essere stati, da bambini, oggetti di derisione a causa del peso e delle forme del corpo. L’essere stati presi in giro o criticati a causa del proprio corpo è un fattore di rischio trasversale ai diversi disturbi dell’alimentazione.

Disturbi dell’alimentazione: i sintomi principali

I principali sintomi dei disturbi dell’alimentazione sono specifici per patologia. I sintomi caratteristici dell’anoressia nervosa sono il dimagramento progressivo e il rifiuto di mantenere un peso adeguato all’età.

I sintomi tipici della bulimia nervosa sono le abbuffate con perdita del controllo e i comportamenti di compenso (ad es. vomito autoindotto). Sintomo comune nell’anoressia e nella bulimia è la preoccupazione eccessiva per il peso o per le forme del corpo che porta a vedere il proprio corpo in sovrappeso anche quando è in sottopeso se non addirittura in grave deperimento organico. In questi casi si parla di disturbo dell’immagine corporea, una condizione per cui il paziente non riesce più a percepire correttamente le forme del proprio corpo.

Il sintomo principale del binge eating disorder è rappresentato dall’abbuffata e dalla perdita di controllo mentre sta mangiando. A differenza della bulimia nervosa, nel binge eating disorder non ci sono condotte di eliminazione. Chi soffre di questo disturbo alimentare infatti, dopo l’abbuffata, nonostante siano presenti sintomi fisici (sensazione di esagerato gonfiore addominale e dolore allo stomaco) e psicologici negativi (senso di vergogna, senso di colpa e disgusto verso se stessi) non mette in atto condotte di eliminazione (es. vomito autoindotto).

Sintomi d’esordio di un disturbo dell’alimentazione

Il principale segnale che deve insospettire e far pensare ad un esordio di anoressia o bulimia è rappresentato dalla eccessiva attenzione che viene riposta sul peso e sull’aspetto fisico. Molta attenzione deve essere posta alle diete (soprattutto se gestite in autonomia) intraprese per dimagrire; soprattutto in adolescenza possono essere assai pericolose e slatentizzare un disturbo alimentare.

Uno dei sintomi tipici dell’anoressia è l’amenorrea, cioè la mancanza del ciclo mestruale nelle ragazze che già si erano sviluppate o il mancato arrivo della prima mestruazione. Negli ultimi anni è stata comunque ridimensionata l’importanza dell’amenorrea tanto da non essere più considerata un criterio diagnostico (nel DSM-5) dell’anoressia nervosa. Questo da una parte perchè sono stati documentati numerosi casi di anoressia che non presentavano amenorrea, dall’altra per l’aumento della casistica di maschi con questo disturbo dell’alimentazione.

Ulteriori sintomi e comportamenti d’esordio di un DCA possono essere alterazioni improvvise del tono dell’umore, tendenza ad isolarsi e a diventare più nervosi ed irritabili, studiare ossessionati dal voto e dal risultato, lasciare subito la tavola per recarsi in bagno, rifiutarsi di mangiare affermando di avere già provveduto fuori casa, ritrovare il frigo o la dispensa svuotati, etc.

Il ruolo dei genitori nei disturbi del comportamento alimentare

La principale raccomandazione che può essere fatta ai genitori è quella di favorire nei figli lo sviluppo di un adeguato livello di autostima e di autoefficacia. I figli devono essere incoraggiati ad affrontare la vita, sostenuti nelle prove del quotidiano, aiutati a tollerare le frustrazioni senza legare il proprio valore all’aspetto fisico o alla prestazione fornita ad es. nello studio o nello sport.

E’ importante aiutare i figli a non basare il proprio valore e la propria amabilità su prestazioni da esibire; questo disinnesca il perfezionismo clinico tipico di questi disturbi. Aiutarli ad ampliare lo schema di autovalutazione, nutrendo regolarmente la propria personalità è il miglior antidoto contro i disturbi dell’alimentazione.

Inoltre è importante essere seguiti. Sempre più evidenze ci dicono infatti che i disturbi alimentari vengono più facilmente trattati se tutta la famiglia si impegna in un percorso di cambiamento. In particolare alcuni modelli sono stati proposti e prevedono un maggior coinvolgimento nei genitori nel percorso di cura, in particolare per pazienti minorenni. Un esempio riguarda il New Maudsley Model, un modello di trattamento che mette al centro del percorso la famiglia, con incontri dedicati ai genitori. Per maggiori approfondimenti leggi il nostro articolo sul New Maudsley Model.

La cura dei disturbi dell’alimentazione

La cura dei disturbi dell’alimentazione, proposto dal nostro ospedale, è un trattamento specialistico erogato da una equipe multidisciplinare composta da:

  • psichiatri-psicoterapeuti
  • medici internisti
  • psicologi-psicoterapeuti
  • dietisti
  • tecnici della riabilitazione psichiatrica
  • psicomotricisti
  • infermieri
  • assistenti sociali.

Il protocollo di cura prevede, di norma, una fase di ricovero ed una successiva fase di day hospital. Scopo del trattamento è quello di ripristinare, se necessario, un peso corporeo adeguato (evitando l’impiego di metodi di nutrizione forzata), di ripristinare una corretta immagine corporea lavorando sulla dispercezione corporea e infine di aiutare i pazienti, attraverso un intenso lavoro psicoterapeutico e riabilitativo, a lavorare sulle loro relazioni, a recuperare una miglior qualità di vita, abbandonando schemi di pensiero e di comportamento patologici.

Ricovero per disturbi alimentari

Il ricovero per disturbi alimentari viene in genere effettuato quando la sintomatologia è particolarmente grave e/o la terapia ambulatoriale si è dimostrata inefficace. Infatti il ricovero consente, da un lato, di poter monitorare quotidianamente il paziente, i suoi parametri fisiologici e la sua condizione medico-internistica. Dall’altro consente di poter osservare e valutare attentamente la gravita dei sintomi e la condizione psicopatologica generale garantendo così un miglior inquadramento diagnostico e l’impostazione di un corretta terapia.

Quando un paziente viene ricoverato per disturbi alimentari il primo obiettivo è il ripristino di un corretto equilibrio metabolico e una normalizzazione dell condotte alimentari. Questa normalizzazione viene raggiunta attraverso i “pasti assistiti”: durante i pasti infatti i pazienti vengono sostenuti e incoraggiati dal personale ospedaliero a recuperare condotte alimentari funzionali e sane. Il pasto è infatti un momento particolarmente complesso per pazienti che soffrono di disturbi alimentari.

Con il passare delle settimane i progressi clinici consentono al paziente di accedere a quello che è chiamato il “tavolo autonomo” dove appunto non si viene più assistiti dal personale sanitario. Questo per favorire un graduale e progressivo “svezzamento” e recupero della propria autonomia a tavola.

In concomitanza a questo, durante il periodo di ricovero, il lavoro psicoterapeutico e riabilitativo è particolarmente intenso. I pazienti infatti sono coinvolti in attività terapeutiche individuali (es. colloqui) e di gruppo pensate per lavorare, in modo intensivo e multispecialistico, sui sintomi e sui correlati psicologici legati ai disturbi alimentari.

Disturbi alimentari e trattamento ambulatoriale

Nonostante il ricovero sia in certi casi fondamentale, certamente non è in grado di completare il lavoro psicologico e riabilitativo che spesso deve essere portato a termine a livello ambulatoriale. La stabilizzazione del peso e la remissione dei sintomi alimentari sono infatti la condizione per proseguire con un lavoro terapeutico più approfondito e personalizzato (come ad esempio un percorso di psicoterapia).

Tutte le pazienti ricoverate sono infatti inviate nuovamente presso i rispettivi servizi territoriali di competenza o specialisti privati. La relazione con le diverse realtà territoriali è forte e viene mantenuta proprio nell’ottica di una continuità nella cura.

Per chi ne avesse necessità inoltre, presso il nostro poliambulatorio, è attivo un centro per i disturbi dell’alimentazione che offre percorsi di cura e riabilitazione specialistici. Presso il poliambulatorio infatti lavorano gli stessi professionisti che si occupano quotidianamente di disturbi dell’alimentazione presso il reparto ospedaliero. Nello specifico sono attivi i seguenti percorsi:

  • Psicoterapia individuale con counseling nutrizionale e controlli psichiatrici per il trattamento dei principali disturbi alimentari.
  • Servizio dietistico specialistico per disturbi dell’alimentazione.
  • Trattamento del Binge Eating Disorder con obesità: un percorso integrato per pazienti BED che prevede una mezza giornata di trattamento a settimana. Il percorso prevede pasti assistiti con consulto dietistico, un gruppo di educazione alimentare ed uno di psicoterapia. Il trattamento è completato da un colloquio psichiatrico-psicoterapeutico e da un’ora di attività fisica effettuata nella piscina delle Terme di Monticelli.
  • Trattamento del Disturbo dell’Immagine Corporea: un percorso ambulatoriale specifico per il trattamento del disturbo dell’immagine corporea.

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Approfondimenti:

Delay Discounting of Reward and Impulsivity in Eating Disorders: From Anorexia Nervosa to Binge Eating Disorder. (Steward T. et al., 2017)

Detecting Eating Psychopathology in Female Athletes by Asking About Exercise: Use of the Compulsive Exercise Test. (Plateau CR. et al., 2017)

The eating disorder assessment for DSM-5 (EDA-5): Development and validation of a structured interview for feeding and eating disorders. (Sysko R. et al., 2015)

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COSA SONO I DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE ultima modifica: 2017-06-08T12:54:13+00:00 da Paolo Artoni
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I Disturbi Alimentari (DCA) | Ospedale Maria Luigia
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I Disturbi Alimentari (DCA) | Ospedale Maria Luigia
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I disturbi alimentari (anoressia, bulimia e bed) spiegati dal dott. Scita, responsabile del reparto DCA dell'Ospedale Maria Luigia.
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Ospedale Maria Luigia
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