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DEPRESSIONE. CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI E CURA DELLA DEPRESSIONE

DEPRESSIONE. CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI E CURA DELLA DEPRESSIONE

La depressione è un disturbo dell’umore. Chi presenta i sintomi della depressione vive un profondo senso di disagio, di tristezza profonda e di scarsa o nessuna fiducia nei confronti del futuro. E’ una patologia sempre più diffusa, sia tra i giovani che tra i più anziani. Non a caso, nel 2017, l’OMS ha dedicato a questo disturbo la Giornata Mondiale della Sanità. A spiegarci meglio cosa sia la depressione, quali siano i sintomi principali, le cause, i di diversi tipi di depressione soprattutto come poterla trattare efficacemente interviene la dott.ssa Sonia Spotti, medico psichiatra e aiuto primario all’Ospedale Maria Luigia.

Depressione

Chi soffre di depressione vive in una condizione di grave malessere e, a seconda della gravità della malattia, può essere necessario, oltre ad un trattamento ambulatoriale, anche un periodo di ricovero. Soprattutto nelle fasi acute della malattia, i sintomi possono essere talmente invalidanti da richiedere un ricovero ospedaliero. In molti casi l’ospedale è il luogo ideale per poter impostare una nuova terapia farmacologica e iniziare fin da subito un percorso di cura e riabilitazione. Per poter fare diagnosi di depressione è necessario che il soggetto non abbia mai sofferto di un episodio maniacale o ipomaniacale. In questi casi infatti la diagnosi cambia e si parla di disturbo bipolare.

La depressione si verifica con una frequenza allarmante e, come già ricordato, i tassi di incidenza stanno aumentando. I dati relativi alla National Comorbility Survey Replication (NCS-R) rilevano che la probabilità di incorrere, nell’arco della vita, ad un disturbo depressivo maggiore sono del 17%. Il disturbo depressivo colpisce prevalentemente le donne anche se, passati i 65 anni di età, le percentuali tra uomini e donne si avvicinano molto.

La storia della depressione

La storia della depressione nasce insieme alla storia dell’uomo! Melanconia è il termine con cui nell’antica Grecia si indicavano i disturbi causati dalla “bile nera”: Ippocrate sosteneva infatti che l’angoscia, la paura, la tristezza fossero dovute all’alterazione di uno dei quattro umori corporali (oltre all’”atrabile”, bile gialla o “collera”, flegma e sangue) e suggeriva di curarle con la radice di elleboro.

Quindi la depressione ha toccato, nel corso dei secoli, artisti (Michelangelo, Van Gogh…), personaggi mitologici (Bellerofonte, Tantalo…), storici, letterari. Quello che differenzia le depressioni contemporanee da quelle del passato sono forse gli eventi scatenanti e le fonti di frustrazione: ad esempio l’incapacità nel raggiungere o mantenere certi standard sociali o professionali, la perdita del lavoro o di un ruolo all’interno della società.

Depressione sintomi

I sintomi della depressione sono molteplici e possono anche essere molto diversi tra loro. I disturbi depressivi infatti comprendono un gruppo di patologie caratterizzate da un sentimento di tristezza con perdita dello slancio vitale, dell’iniziativa e della progettualità. Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • rallentamento del corso del pensiero e della motricità
  • mancanza di energia
  • abbattimento
  • pessimismo con perdita di speranza
  • vissuti di vuoto e di solitudine
  • disturbi del sonno e dell’appetito
  • ansia
  • tendenza all’ideazione pessimistica e al ritiro sociale.

Tutto appare faticosamente penoso, nulla riesce a suscitare gioia, anche gli affetti sembrano distanti e percepiti con distacco. Tra i sintomi della depressione osserviamo compromissione della volontà, della memoria, della concentrazione, della capacità di prendersi cura di se stessi e delle proprie attività consuete. Il depresso trascorre le giornate in una dimensione temporale che sembra immobile, cristallizzata. Non riesce a risollevarsi, a reagire per sottrarsi alla morsa della sofferenza, tanto che può arrivare a compiere tentativi di suicidio. Tra i sintomi della depressione più gravi talora troviamo deliri (soprattutto di incapacità, inadeguatezza, inguaribilità, colpa, autoaccusa, rovina economica) e, più raramente, allucinazioni.

Depressione Maggiore: la diagnosi secondo il DSM 5

Secondo il DSM 5 (il manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali) per poter fare diagnosi di depressione maggiore è necessario soddisfare alcuni criteri.

A) Il primo criterio del DSM 5 per la depressione maggiore è la presenza di almeno 5 tra i seguenti sintomi. I sintomi si devono presentare per almeno due settimane. Inoltre è necessario che siano presenti almeno il primo sintomo (umore depresso) o il secondo sintomo (marcata perdita di interesse). I sintomi della depressione maggiore sono i seguenti:

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni. Per i bambini e gli adolescenti l’umore può essere irritabile.
  2. Marcata diminuzione dell’interesse e del piacere per le normali attività quotidiane.
  3. Significativa perdita o aumento di peso non dovuta a diete, oppure cambiamenti nell’appetito.
  4. Insonnia o ipersonnia quasi tutte le notti.
  5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi tutti i giorni.
  6. Mancanza di energia e facile affaticabilità tutti i giorni.
  7. Sentimenti di colpa e autosvalutazione.
  8. Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, indecisione rispetto a scelte quotidiane.
  9. Pensieri ricorrenti di morte, ideazioni suicidarie o propositi di suicidio.

B) I sintomi sopra elencati causano un disagio significativo alla vita dell’individuo. Creano problemi nella sfera personale, sociale o lavorativa.

C) L’episodio depressivo non è causato da effetti fisiologici di una sostanza o da altra condizione medica.

D) Il disturbo depressivo maggiore non è meglio spiegabile dal disturbo schizoaffettivo, dalla schizofrenia, dal disturbo schizofreniforme, dal disturbo delirante o dal disturbo dello spettro della schizofrenia o da altri disturbi psicotici.

E) L’individuo non ha mai avuto in passato episodi di mania o ipomania.

Depressione Malinconica

La depressione può manifestarsi, oltre che per i sintomi sopra elencati, anche per alcune caratteristiche specifiche. Una di queste è la depressione malinconica. In questa forma depressiva il paziente manifesta una perdita di piacere verso tutte le attività della sua quotidianità. Anche quelle attività che prima trovava piacevoli. La depressione malinconica si caratterizza per risvegli precoci al mattino, marcato rallentamento motorio o agitazione, perdita dell’appetito e conseguente riduzione del peso. Questa forma depressiva sembra essere associata ad una predisposizione genetica ereditaria, inoltre è associata a storie di traumi nell’infanzia.

Depressione con manifestazioni psicotiche

La depressione con manifestazioni psicotiche si manifesta con sintomi tipici dei disturbi psicotici (come deliri e allucinazioni) che tendenzialmente sono olotimici cioè congrui all’umore depresso. Congrui all’umore significa che, ad esempio, in una depressione con sintomi psicotici non osserveremo deliri di grandezza. Piuttosto sarà possibile osservare deliri di rovina, deliri ipocondriaci o altre forme deliranti congrue ad un umore molto basso.

Depressione atipica

Si definisce depressione atipica una forma depressiva che mostra una certa reattività dell’umore. Ossia, di fronte a episodi o eventi positivi l’umore si risolleva. Per poi tornare a scendere e presentare così una flessione importante dell’umore. Per poter fare diagnosi di depressione atipica è comunque necessario osservare nel paziente 2 dei seguenti 4 sintomi:

  • significativo aumento di peso o aumento dell’appetito
  • ipersonnia
  • sensazione di pesantezza alle braccia e alle gambe (paralisi plumbea)
  • ipersensibilità al rifiuto personale

Depressione catatonica

Nella depressione catatonica il paziente presenta alterazioni nella motricità. La depressione catatonica è una forma rara e molto grave. Chi ne soffre manifesta una serie di sintomi psicomotori quali immobilità e rigidità muscolare. Può presentare mutacismo (non parlare mai) e mostrare piccoli movimenti senza alcuna finalità e senza nessuno scopo.

Depressione stagionale

Si parla di depressione stagionale quando, nell’arco di due anni, si sono manifestati i sintomi di un disturbo depressivo nello stesso periodo dell’anno, con completa remissione nel giro di pochi mesi. In genere questa forma depressiva colpisce in autunno o in inverno mentre la remissione dei sintomi compare più facilmente in primavera. Per poter fare diagnosi di depressione stagionale è necessario che il paziente, nei due anni precedenti, non abbia sofferto di altre fasi depressive a parte la depressione stagionale.

Depressione senile

Una particolare forma di depressione è quella chiamata depressione senile o depressione nell’anziano. In soggetti anziani capita frequentemente che la perdita di un ruolo all’interno della società diventare un fattore scatenante per l’esordio di un disturbo depressivo. In generale l’invecchiamento della popolazione porta ad un aumento anche della frequenza delle patologie psichiche nella popolazione anziana. Possono infatti ripresentarsi episodi già manifestatisi in precedenti epoche della vita, oppure insorgere per la prima volta in tarda età, spesso come reazione ad importanti e profondi cambiamenti di vita: lutti, pensionamento, perdite, malattie organiche.

Sul piano sintomatologico, la depressione nell’anziano è frequentemente caratterizzata da disturbi somatici su cui il paziente si focalizza e su cui sono incentrate le sue preoccupazioni. L’aspetto depressivo tende rimane sottostante e per così dire “coperto” da quelli che sono chiamati “equivalenti depressivi”; in questo caso si parla didepressione mascherata. Per maggiori approfondimenti leggi l’articolo: “Depressione senile. Cause e sintomi della depressione nell’anziano”

Come curare la depressione

Come curare la depressione?. E’ importante capire che la depressione è una malattia che si può curare e numerose sono le strategie che oggi abbiamo per poter intervenire. Prima di tutto è importante capire che la depressione è una malattia, non è una colpa ne qualcosa che ci siamo cercati. La depressione è, come tanti altri disturbi, causata da innumerevoli fattori scatenanti e predisponenti. Ma il primo passo per curare la depressione è proprio vederla come una malattia. Molti pazienti, quando si ammalano, hanno la sensazione di essere cambiati in peggio o di non essere più loro e se ne fanno una colpa. La vita affettiva si appiattisce, si fa fatica a stare in relazione, ci si chiude in se stessi e si ha la sensazione di non riuscire più a svolgere le normali attività quotidiane. Questo è vero, i sintomi depressivi fanno provare tutte queste sensazioni molto dolorose, ma bisogna evitare di identificarsi con la malattia.

Curare la depressione prevede, come primo passo, il riconoscere di avere un disturbo e chiedere aiuto. Non ci si ammala perché si ha poca buona volontà (quella è una delle prime cose che sparisce) e nemmeno debolezza di carattere. Capire questo è molto importante, anche per i familiari. Avere un proprio caro depresso è difficile e si cerca in tutti i modi di aiutarlo. Ma a volte questi tentativi di aiuto possono risultare controproducenti. Alcune frasi tipo “pensa a chi sta peggio di te” oppure “devi trovare la forza dentro di te” sebbene siano dette per aiutare, spesso portano la persona con depressione ad alimentare i suoi sensi di colpa e la sua condizione di profonda tristezza.

Curare la depressione con antidepressivi

Per la cura della depressione la strategie di elezione è la terapia farmacologica affiancata ad un percorso di psicoterapia. La cura con antidepressivi è importante e spesso non può essere sostituita dal solo lavoro psicologico. Gli studi infatti dimostrano che la cura migliore per la depressione è la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia. A livello psicofarmacologico sono molte le novità che si sono succedute negli ultimi anni. Con la scoperta degli antidepressivi di nuova generazione, che hanno in parte sostituito i vecchi farmaci antidepressivi tra cui i triciclici, il trattamento della depressione ha mostrato sensibili miglioramenti soprattutto legati all’aumento della compliance al trattamento. Questi nuovi farmaci (SSRI e SNRI) infatti hanno mostrato un’efficacia decisamente superiore al placebo pur mantenendo bassi gli effetti collaterali.

Curare la depressione con la psicoterapia

La psicoterapia è un valido strumento per curare la depressione soprattutto quando i sintomi non sono gravi e si è trovata una buona terapia farmacologica. Esistono diversi tipi di psicoterapia che si rifanno a scuole di pensiero diverse tra loro. Senza scendere nello specifico dei diversi approcci (ad es. sistemico-relazionale, psicodinamico o cognitivo-comportamentale) la psicoterapia è molto utile ma richiede tempo e condizioni cliniche non acute. Esistono infatti strategie da utilizzare nel breve periodo e altre nel medio lungo periodo.

Uno dei primi aspetti da tenere in considerazione per curare la depressione è quello di lavorare sullo stile di vita e sugli aspetti relazionali e sociali. Pazienti con depressioni profonde possono passare la maggior parte del tempo a letto (clinofilia) senza relazionarsi con nessuno. Anzi, possono sentirsi infastiditi se ci sono persone intorno a loro. Questi sono sintomi della depressione, che però portano a stare sempre peggio. Infatti isolarsi e abbandonare tutte le attività, ricercare la solitudine e a stare a letto per la maggior parte del tempo sono sintomi che però peggiorano il quadro depressivo.

Se la depressione ci porta a “non fare”, noi dobbiamo provare a “fare” anche se non ne abbiamo voglia, dedicandoci in particolare a ciò che per noi è (o era) piacevole e ciò che per noi è importante. Tornare a dedicarsi ad uno sport, ad una vecchia passione, alla cura di sé o alla frequentazione di contesti di socializzazione è importante nel curare la depressione. Questo elemento aiuta ad uscire dal circolo vizioso che spesso accompagna un disturbo depressivo e tornare gradualmente alla nostra quotidianità.

Ricovero per depressione

Il ricovero per depressione diventa necessario quando il paziente mostra una sintomatologia grave. Non sempre infatti è possibile curare efficacemente la depressione a livello ambulatoriale; in questi casi, si procede con un ricovero ospedaliero in un reparto specializzato. Ci sono infatti situazioni che necessitano di un contesto protetto e di un’osservazione clinica quotidiana. Per capire quando è necessario un ricovero per depressione, in genere si valuta la gravità del quadro clinico*, quadri gravi o resistenti possono rendere necessario un periodo di trattamento in strutture ospedaliere. Alcune situazioni che consigliano il ricovero sono:

  • la depressione è resistente ai farmaci.
  • la gravità dei sintomi è tale da portare il paziente a stare a letto per la maggior parte della giornata.
  • sono presenti ideazioni suicidarie.
  • compaiono sintomi psicotici (deliri e allucinazioni olotimiche).

In questi casi il ricovero in ospedale diventa necessario, in primis per tutelare la persona e inserirla in un contesto protetto, secondariamente perché, all’interno dell’ospedale, il paziente viene monitorato quotidianamente e più velocemente può essere trovata la terapia adatta. Durante il periodo di ricovero inoltre, dopo una prima fase di osservazione, inizia un percorso di riabilitazione. La riabilitazione consente di velocizzare il recupero attraverso di gruppi di terapia e colloqui individuali.

*Per la valutazione del proprio stato di salute psichica è importante affidarsi ad un medico psichiatra. Le diagnosi fai-da-te portano semplicemente ad un ritardo nell’impostazione di una corretta terapia.

Per maggiori informazioni: percorso di riabilitazione psichiatrica all’Ospedale Maria Luigia.

Depressione: approfondimenti

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Depressione e depressione senile spiegate dalla dott.ssa Sonia Spotti. Scopri il trattamento all'Ospedale Maria Luigia
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DEPRESSIONE. CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI E CURA DELLA DEPRESSIONE ultima modifica: 2017-07-23T13:02:51+00:00 da Paolo Artoni
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