DEPRESSIONE MAGGIORE. SINTOMI, CURA E DIAGNOSI DEL DSM-5

DEPRESSIONE MAGGIORE. SINTOMI, CURA E DIAGNOSI DEL DSM-5

La depressione maggiore, detta anche depressione endogena o  depressione unipolare, è un disturbo dell’umore caratterizzato da sintomi come: profonda tristezza, calo della spinta vitale, perdita di interesse verso le normali attività, pensieri negativi e pessimistici. E’ un disturbo molto frequente e diffuso e la sua incidenza è in aumento. L’organizzazione mondiale della sanità (WHO) valuta la depressione maggiore come uno dei disturbi più invalidanti al mondo con un costo sociale elevatissimo. Il disturbo depressivo maggiore è stato inserito nel 1980 all’interno del DSM-III, il manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali che oggi è alla sua quinta edizione (DSM-5).

Depressione maggiore

La depressione maggiore è un disturbo psichiatrico che colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini (con un rapporto di circa 2:1) ed è caratterizzata da calo importante del tono dell’umore, pensieri negativi e pessimistici, sintomi comportamentali e peggioramento del funzionamento generale della persona.

La depressione maggiore è un disturbo psichiatrico che coinvolge sia la sfera affettiva che quella cognitiva. Il paziente depresso infatti permane in uno stato di profonda tristezza, disperazione e apatia per tutto il giorno, con continue rimuginazioni, cali dell’attenzione e pensieri negativi su di sé, sul proprio futuro e il contesto sociale che lo circonda.

Sintomi della depressione maggiore

I sintomi della depressione maggiore sono vari, molteplici e possono presentarsi in modo anche molto diverso tra loro. In linea generale gli aspetti tipici di questo disturbo sono l’umore deflesso (tristezza profonda) e la perdita di interesse verso le normali attività quotidiane.

Calo del tono dell’umore

Tra i sintomi affettivi, quello centrale nella depressione maggiore è la tristezza profonda, presente quasi sempre nell’arco della giornata e insensibile ad eventuali eventi positivi. La tristezza patologica è diversa rispetto alla comune tristezza. La tristezza non patologica infatti è situazionale, legata ad alcuni momenti, e non pervade l’intera vita dell’individuo. Chi soffre di depressione maggiore invece lamenta una tristezza profonda quotidiana che non si modifica nemmeno a fronte di eventi piacevoli e gioiosi. Altri sintomi della depressione sono:

  • Angoscia
  • Senso di colpa
  • Sensazione di vuoto interiore
  • Disperazione per se stessi e per il proprio futuro
  • Ansia
  • Sentimento dell’assenza di sentimento (si pensa di non provare più amore per i propri cari)

Pensieri negativi e problematiche cognitive

La depressione maggiore, oltre a colpire l’area delle emozioni e dell’umore ha delle importanti applicazioni nell’ambito cognitivo. I sintomi cognitivi riguardano da una parte il contenuto dei pensieri (che risultano negativi e catastrofici), dall’altra le capacità di attenzione, concentrazione e memoria (che risultano deficitarie).

I pazienti depressi tendono infatti ad avere una scarsa opinione di sé stessi e delle proprie capacità; inoltre mostrano aspettative e pensieri negativi nei confronti degli altri e delle persone che lo circondano e aspettative negative relative al proprio futuro. In genere il contenuto negativo dei pensieri peggiora con il peggiorare del tono dell’umore, fino ad arrivare alla presenza di ideazioni deliranti (deliri di inguaribilità, di colpa, di rovina etc.) oppure a ideazioni suicidarie.

Inoltre, chi soffre di depressione maggiore può mostrare maggiori difficoltà a memorizzare, a prestare attenzione, a ricordare ciò che si è letto o sentito. Infane, quando la depressione maggiore è molto pesante, si può osservare un rallentamento del flusso del pensiero (bradipsichismo).

Riduzione della spinta vitale e delle attività quotidiane

Tra i sintomi comportamentali più evidenti della depressione maggiore troviamo la riduzione delle attività quotidiane. La perdita di piacere nel fare qualsiasi cosa (anedonia), la perdita di interesse (apatia) unite alla sensazione di stanchezza cronica portano il soggetto a ridurre gradualmente tutte le attività quotidiane, a ridurre i contatti sociali, chiudendosi così al mondo e alla vita. La riduzione progressiva e costante della attività quotidiane porta a disabilità percepita (“non sono più in grado di fare le mie cose”) e reale. Altri aspetti comportamentali tipici della depressione maggiore sono la progressiva scomparsa di azioni volte al proprio benessere e cura personale.

Chi soffre di depressione maggiore trova, in genere, penoso prendersi cura del proprio aspetto fisico e della propria igiene personale. Inoltre si assiste ad un progressivo e graduale abbandono di tutte le attività sociali, con peggioramento delle sensazioni di solitudine e di inutilità, con il risultato di un peggioramento della depressione maggiore.

Sintomi somatici della depressione

La depressione maggiore si manifesta anche a livello somatico. Alcuni pazienti possono somatizzare la tristezza manifestando maggiormente sintomi somatici (stanchezza cronica, dolori diffusi, problemi gastro-intestinali). In alcuni casi pazienti affetti da depressione maggiore possono negare il disturbo dell’umore preoccupandosi solamente dei sintomi fisici, fino a manifestare veri e propri deliri ipocondriaci.

Oltre a manifestazioni somatiche un disturbo depressivo può manifestarsi attraverso un’alterazione del ritmo sonno-veglia, l’aumento o la diminuzione del sonno notturno, variazioni nelle abitudini alimentari (con aumento o diminuzione dell’appetito), riduzione del desiderio sessuale e altre problematiche relative alla sfera sessuale. In casi di depressione molto profonda possiamo osservare un rallentamento generale della motricità del paziente (rallentamento psicomotorio)

Cause della depressione maggiore

Le cause che portano a sviluppare depressione maggiore sono tante e riguardano fattori genetici, cause ambientali, cause individuale e psicologiche. La depressione è, come molti altri disturbi psichiatrici, causata da una molteplicità di fattori e per questo si dice che la causa è “multifattoriale”. Nello sviluppo di un episodio depressivo maggiore infatti sono numerose le variabili che possono influenzare la nascita e l’evoluzione del disturbo.

Fattori genetici legati alla depressione

Rispetto al disturbo bipolare che ha mostrato una componente genetica molto importante, per quel che riguarda la depressione maggiore l’influenza della familiarità è più modesta ma presente. Studi condotti su gemelli hanno confermato una maggiore probabilità di sviluppare un disturbo depressivo per chi aveva un gemello depresso; anche se, rispetto al disturbo bipolare, maggiore influenza hanno le variabili personali e psicologiche, oltre a quelle ambientali e situazionali.

Cause legate ad eventi di vita

Alcune cause ambientali o legate ad eventi di vita sono state correlate ad una maggiore probabilità di sviluppare una depressione maggiore. Ad esempio condizioni socio-economiche svantaggiate, povertà e scarsa scolarizzazione sono considerati fattori di rischio per la depressione. Anche l’essere cresciuti con un genitore depresso porta ad un aumentato rischio di sviluppare depressione. In generale comunque tutte le fonti importanti di stress aumentano il rischio di sviluppare depressione maggiore in particolare:

  • Traumi o abusi
  • Lutti e perdite di persone importanti
  • Divorzi e separazioni
  • Disoccupazione
  • Isolamento sociale
  • Mobbing lavorativo e bullismo a scuola
  • Malattie gravi o croniche

Vulnerabilità psicologica

Tra le cause di depressione ci sono anche variabili individuali. Se è vero infatti che tutte le situazioni stressanti possono portare a depressione è anche vero che non tutti coloro che vivono situazioni stressanti si ammalano. Tra le vulnerabilità psicologiche troviamo: scarsa autostima e autoefficacia, tendenza all’autocritica, incapacità di soddisfare i propri bisogni, scarsa adattabilità ai cambiamenti di vita.

Inoltre il passaggio attraverso alcune fasi di vita può essere particolarmente sensibili e causare una depressione maggiore. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, il pensionamento, la nascita di un figlio sono tutti momenti delicati che aumentano i livelli di stress e possono portare a sviluppare un disturbo depressivo. Difficoltà nel superamento di una fase di vita o di un cambiamento significativo possono favorire lo sviluppo di sintomi depressivi in soggetti caratterialmente più predisposti al nevroticismo.

Diagnosi di depressione maggiore

Secondo il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali per poter fare diagnosi di depressione maggiore sono necessari almeno 5 dei seguenti sintomi:

  • Umore depresso (es. sentirsi triste, vuoto, senza speranza).
  • Perdita di interesse e piacere nel fare qualsiasi cosa.
  • Significativa perdita di peso o aumento di peso.
  • Agitazione psicomotoria o rallentamento psicomotorio.
  • Stanchezza cronica e perdita delle energie.
  • Sentimenti di indegnità o sensi di colpa eccessivi o inappropriati.
  • Maggior difficoltà nel pensare e restare concentrati, oppure patologica indecisione.
  • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrenti ideazioni suicidarie oppure tentativi di suicidio.

Secondo il DSM-5 almeno uno dei sintomi deve essere umore depresso o perdita di interesse nel fare qualsiasi cosa.

Cura della depressione

La cura della depressione prevede interventi farmacologici e non farmacologici integrati. La ricerca ha infatti dimostrato che, nella maggioranza dei casi, il trattamento farmacologico unito a quello psicologico e riabilitativo favorisce i migliori risultati terapeutici.

Terapia farmacologica per la depressione

Le terapie farmacologiche che vengono utilizzate nella depressione sono diverse, inoltre la corretta terapia farmacologica è sempre altamente personalizzata. Per questo è fondamentale essere seguiti da un medico specializzato (ad es. un medico psichiatra) evitando in tutti i modi i rimedi fai-da-te. I farmaci utilizzati nella cura della depressione sono diversi e possiedono caratteristiche differenti.

Tra i farmaci utilizzati troviamo gli antidepressivi triciclici (TCA), gli inibitori delle monoamino ossidasi (IMAO), gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi del re-uptake della noradrenalina e della serotonina (NSRI) e altre tipologie di farmaci. Possono inoltre essere utilizzati farmaci neurolettici, in particolare quando i sintomi della depressione sono particolarmente gravi e sfociano in sintomi psicotici (come ad esempio deliri di rovina).

Psicoterapia per la depressione

Nel campo dei percorsi psicologici numerosi sono gli interventi volti a migliorare e curare la depressione attraverso strategie non farmacologiche. Nel corso degli anni sono soprattutto gli interventi di natura cognitivo comportamentale ad avere avuto un maggior successo nella gestione della depressione.

In genere i percorsi di psicoterapia per depressione sono orientati ad un lavoro su pensieri, situazioni e condizioni che stanno alla base e che hanno scatenato il disturbo depressivo. Forniscono strumenti per iniziare fin da subito a lavorare sui propri pensieri e sui propri sintomi. In generale i trattamenti psicoterapici per la depressione hanno mostrato una buona efficacia.

La scelta se curare la depressione attraverso la psicoterapia, la terapia farmacologica o un’integrazione di queste è in genere legata al singolo caso e può essere discussa insieme al proprio medico di fiducia.

Ricovero per depressione

Nei casi più gravi, quando il disturbo appare resistente alle cure proposte o quando la sintomatologia sia particolarmente pesante, è possibile ipotizzare un percorso di ricovero all’interno di un ospedale specialistico. Il ricovero in ospedale per depressione è possibile ed indicato in casi gravi o resistenti, quando le condizioni cliniche lo suggeriscano o quando sia presenti importanti ideazioni suicidarie.

Per maggiori informazioni è possibile leggere il nostro articolo: “Curare la depressione. Il ricovero per depressione in ospedale“.

Note

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Fonti: DSM-5 (© Raffaello Cortina Editore su Licenza di American Psychiatric Association)

DEPRESSIONE MAGGIORE. SINTOMI, CURA E DIAGNOSI DEL DSM-5 ultima modifica: 2017-12-12T17:46:36+00:00 da Paolo Artoni
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