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I DISTURBI DELL’UMORE. LA CLASSIFICAZIONE SECONDO IL DSM-V

I DISTURBI DELL’UMORE. LA CLASSIFICAZIONE SECONDO IL DSM-V

I disturbi dell’umore sono un’insieme di sindromi chiamate anche “disturbi affettivi” nei quali il paziente vive una grave alterazione dell’umore sia in senso depressivo che euforico. Per poter parlare di disturbi dell’umore è necessario che l’alterazione sia duratura nel tempo, che interferisca sulle normali funzioni sociali (amicali e familiari) e lavorative della persona. Quello che caratterizza tutti i disturbi dell’umore è un quadro emotivo intenso, come profonda depressione o eccessiva euforia.

I disturbi dell’umore

I disturbi dell’umore sono molteplici e ognuno è caratterizzato da alcuni sintomi specifici. Cioè che però li caratterizza tutti è l’alterazione del tono dell’umore. Le alterazioni del tono dell’umore sono principalmente:

  • la depressione caratterizzata da tristezza, calo della spinta vitale e ideazioni pessimistiche fino a pensieri autolesivi
  • la mania caratterizzata da eccessiva euforia, logorrea, aumento della velocità del pensiero fino a sfociare in sintomi psicotici come deliri.
  • l’umore misto caratterizzato dalla presenza di sintomi depressivi e sintomi maniacali in concomitanza detto anche “umore disforico

Alcune persone sviluppano solamente la tendenza a presentare un tono d’umore basso alternato a momento di eutonia (umore in equilibrio) e si parla quindi di depressioni unipolari. Altri sviluppano invece un disturbo in cui si alternano momenti di depressione e momenti di mania (o ipomania). In questi casi si parla di disturbi bipolari o depressioni bipolari.

Epidemiologia dei disturbi dell’umore

La frequenza con cui si manifestano i disturbi dell’umore è molto alta rispetto ad altre patologie o disturbi psichiatrici. Il Disturbo Depressivo Maggiore è il disturbo dell’umore più conosciuto e maggiormente diffuso nella popolazione. Secondo molti studi è il disturbo con il più alto trend di crescita soprattutto nella cultura occidentale. Secondo i dati dell’NCS-R nel mondo occidentale la probabilità di sviluppare un disturbo depressivo nell’arco della vita si aggira intorno al 17%. Nel mondo, l’incidenza dei disturbi dell’umore è seconda solamente ai disturbi d’ansia e colpisce quindi una larga parte della popolazione mondiale. In Italia, secondo gli studi del European Study on the Epidemiology of Mental Disorders la prevalenza di depressione maggiore e distimia nell’arco della vita è dell’11,2%.

Disturbi dell’umore e differenze di genere

Per quanto riguarda i disturbi depressivi è osservata una netta prevalenza del disturbo nelle donne (circa il doppio rispetto agli uomini) anche se alcuni studi osservano come questa prevalenza tenda a scomparire con l’età. In età geriatrica, quindi per gli over 65, la depressione senile sembra invece colpire indistintamente uomini e donne. Per quel che riguarda invece il disturbo bipolare non c’è differenza tra uomini e donne e la probabilità di sviluppare un disturbo bipolare nell’arco della vita si aggira intorno all’1%

Quali sono i disturbi dell’umore

Nel DSM-V i disturbi dell’umore sono stati suddivisi in due categorie distinte:

  • i Disturbi Depressivi
  • i Disturbi Bipolari

Nonostante siano entrambi disturbi dell’umore, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, preferisce dividerli in due categorie distinte per le differenze peculiari di queste due particolari categorie di disturbi.

I disturbi depressivi

Quando si parla di un disturbo depressivo è importante sottolineare come non tutti i cali del tono dell’umore siano da considerarsi patologici. A tutti capita di provare, in alcuni momenti della propria vita, sentimenti come tristezza, sconforto, pessimismo. Essere tristi è normale e fa parte della vita. Ma in un soggetto sano queste sensazioni hanno breve durata. Così come è considerato normale sentirsi tristi o pessimisti di fronte ad un evento avverso della vita come la fine di una relazione, un lutto o una problematica economica o familiare.

Depressione Maggiore

Quando invece il calo del tono dell’umore è pesante, duraturo nel tempo e intacca il normale funzionamento sociale e relazionale dell’individuo allora parliamo di depressione maggiore. Nella depressione maggiore sono presenti:

  • umore depresso per la maggior parte della giornata
  • marcato disinteresse o piacere verso le normali attività
  • significativa perdita di peso o alterazioni dell’appetito (aumento o diminuzione significativi)
  • insonnia o ipersonnia persistente
  • agitazione psicomotoria o rallentamento della motricità
  • sensazione di fatica o di perdita di energie
  • bassa autostima o eccessivi sensi di colpa
  • diminuzione delle capacità di attenzione e concentrazione
  • ricorrenti pensieri di morte, ideazioni suicidarie o tentativi di suicidio

Secondo il DSM-V per poter fare diagnosi di disturbo depressivo maggiore è necessario che siano presenti almeno 5 di questi sintomi per una durata di almeno due settimane.

Disturbo Depressivo Persistente

Il disturbo depressivo persistente, chiamato in passato “distimia” o “disturbo distimico” è un disturbo caratterizzato da un umore depresso cronico, che si manifesta quasi tutti i giorni, per almeno due anni. Possono verificarsi periodi in cui l’umore è “nella norma” ma tendenzialmente non durano che qualche giorno o qualche settimana. I sintomi del disturbo depressivo persistente sono:

  • scarso o eccessivo appetito
  • insonnia o ipersonnia
  • scarsa energia e senso costante di fatica
  • bassa autostima
  • calo della concentrazione e difficoltà a prendere decisioni
  • sensazione di essere “senza speranza”

Secondo il DSM-V per poter fare diagnosi di una disturbo depressivo persistente è necessaria la presenza di almeno due sintomi sopra elencati per una durata di almeno due anni.

Disturbo Disforico Premestruale

Dopo anni di dibattito all’interno della comunità scientifica internazionale è stato inserito un nuovo disturbo nel DSM-V. Il disturbo disforico premestrule. Questo disturbo è diagnosticato quando sono presenti, nella maggior parte delle fasi pre mestruali, almeno 5 dei seguenti sintomi:

  • marcata labilità emotiva (profonde oscillazioni del tono dell’umore)
  • irritabilità o rabbia o aumento dei conflitti interpersonali
  • umore sensibilmente basso, sentimenti di disperazione e pensieri auto-critici
  • ansia marcata, tensione o sensazione di avere i nervi a fior di pelle
  • riduzione dell’interesse verso le normali attività
  • difficoltà di concentrazione
  • senso di fatica e calo dell’energia
  • cambiamenti nell’appetito
  • senso di perdita del controllo della propria vita
  • sintomi fisici come indolenzimento del seno, dolori articolari o muscolari, senso di gonfiore e aumento di peso

Si ritiene infine che tale disturbo sia fortemente influenzato dagli ormoni e che questi giochino un fattore importante nella genesi del disturbo.

I disturbi bipolari

Tra i disturbi dell’umore, oltre ai disturbi depressivi troviamo i disturbi bipolari. A differenza dei disturbi depressivi, che sono caratterizzati da una sola polarità, (ossia il disturbo dell’umore si manifesta solamente con la variante depressiva) nei disturbi bipolari osserviamo la presenza di episodi maniacali o ipomaniacali alternati da episodi depressivi. Nella mania o nell’ipomania (che è una variante “leggera” della mania) l’umore si definisce “espanso“, elevato, euforico. Un paziente che presenta un episodio maniacale può mostrare logorrea, accellerazione del contenuto del pensiero, ridotto bisogno di sonno, attivazione psicomotoria, fino a portare a spese eccessive e comportamenti disinibiti. I disturbi bipolari sono così suddifivisi:

  • Disturbo Bipolare I: caratterizzato da alternanza di episodi maniacali, ipomaniali e depressivi
  • Disturbo Bipolare II: caratterizzato da alternanza di episodi ipomaniacali e depressivi
  • Ciclotimia: caratterizzata da alternanza di lievi episodi ipomaniacali e lievi episodi depressivi
  • Disturbo Bipolare indotto da sostanze: quando l’alterazione del tono dell’umore è attribuibile solamente a farmaci o sostante assunte dal paziente

La cura dei disturbi dell’umore

Nonostante i disturbi dell’umore siano disturbi particolarmente invalidanti e creino grave sofferenza a chi ne è affetto negli anni si sono sviluppate numerose terapie efficaci per il trattamento dei disturbi dell’umore. Nello specifico le classi di farmaci maggiormente utilizzate nel trattamento dei disturbi dell’umore sono i farmaci antidepressivi, i neurolettici e gli stabilizzatori dell’umore.

La terapia farmacologica dei disturbi dell’umore

Gli sviluppi costanti della terapia farmacologica hanno portato a sviluppare molecole sempre più efficaci nel trattamento dei diversi disturbi dell’umore. Non solo, si sono sempre più ridotti gli effetti collaterati dei farmaci aumentando così la disponibilità dei pazienti al trattamento farmacologico. E’ importante sottolineare comunque che, per impostare una corretta terapia farmacologica, è necessario affidarsi ad un medico psichiatria. La numerosità delle molecole e i diversi meccanismi di azione dei farmaci necessitano infatti di uno specialista, per impostare una terapia che sia specifica per ogni singolo paziente.

Disturbi dell’umore: approfondimenti

 

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Disturbi dell'Umore secondo il DSM-V | Ospedale Maria Luigia
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Disturbi dell'Umore secondo il DSM-V | Ospedale Maria Luigia
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I disturbi dell'umore, come depressione e disturbo bipolare, sono tra le principali cause di sofferenza psicologica al mondo. Leggi di più.
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Ospedale Maria Luigia
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