DISTURBO BIPOLARE. SINTOMI, CURA E FATTORI DI RISCHIO

DISTURBO BIPOLARE. SINTOMI, CURA E FATTORI DI RISCHIO

Il disturbo bipolare, chiamato in passato sindrome maniaco depressiva o depressione bipolare, è un disturbo dell’umore caratterizzato da anomali cambiamenti dell’umore, dell’energia e del livello di attività svolta nell’arco della giornata. Chi presenta questo disturbo manifesta episodi di mania o ipomania (elevazione del tono dell’umore, o “fase up”) e depressione (calo del tono dell’umore, o “fase down”). Nello specifico il DSM-5 identifica quattro forme diverse di disturbo bipolare (disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico, altro specifico o aspecifico disturbo bipolare). 

Disturbo bipolare

Il disturbo bipolare, detto anche bipolarismo o depressione bipolare, è una patologia psichiatrica complessa. E’ un disturbo dell’umore le cui cause sono molteplici e presenta un andamento cronico. Secondo le statistiche del NIMH, il più grande centro studi biomedicale del mondo, il disturbo bipolare ha un’incidenza sulla popolazione tra l’1 e il 2% e colpisce indistintamente sia gli uomini che le donne.

In genere il primo episodio si verifica dopo la maggiore età, tra i 18 e i 30 anni, per poi ripresentarsi nel corso dell’arco della vita. Gli episodi, se non curati, diventano sempre più frequenti e invalidanti. La depressione bipolare può comunque mostrare delle differenze da persona a persona.

In base alla durata, alla frequenza e all’intensità dei sintomi, il disturbo bipolare viene diviso in quattro diverse etichette diagnostiche:

Disturbo Bipolare I

Prevede l’alternanza di fasi depressive e fasi maniacali. Per fare diagnosi di disturbo bipolare I, la fase maniacale deve durare da almeno 7 giorni oppure avere un’intensità tale da richiedere un immediato ricovero ospedaliero.

Disturbo bipolare II

Il disturbo bipolare II è caratterizzato dall’alternanza di fasi depressive e fasi ipomaniacali. Le fasi ipomaniacali, caratterizzate da elevazione patologica del tono dell’umore, non raggiungono però il livello di gravità della mania descritta per il disturbo bipolare I.

Disturbo ciclotimico

Il disturbo ciclotimico, chiamato anche ciclotimia, è un disturbo in cui sono presenti numerosi episodi ipomaniacali seguiti da altrettanti episodi depressivi. Tali episodi devono essersi manifestati negli due anni precedenti la diagnosi (un anno per bambini e adolescenti). Nella ciclotimia, l’intensità dei sintomi ipomaniacali e depressivi è più bassa rispetto ai sintomi presenti nel disturbo bipolare II.

Altro specifico o aspecifico disturbo bipolare

Vengono inseriti in questa categoria tutti quei disturbi dello spettro bipolare che non possono essere inseriti nelle prime tre categorie appena descritte.

Le differenze tra i diversi tipi di disturbo bipolare risiedono quindi, principalmente, nell’intensità dei sintomi maniacali e, parzialmente, in quelli depressivi e nella loro durata.

disturbo bipolare

Spettro dell’umore e diagnosi associate (Vieta & Goikolea, 2005)

Segni e sintomi del disturbo bipolare

I sintomi del disturbo bipolare sono diversi e sono legati alle fluttuazioni dell’umore. Le persone con disturbo bipolare vivono periodi caratterizzati da cambiamenti nei vissuti emotivi, nel ritmo sonno-veglia e nei livelli di attività svolte quotidianamente. Questi periodi sono dette “fasi”.

Tendenzialmente le fasi depressive durano di più nel tempo, mentre le fasi maniacali o ipomaniacali durano meno (da una settimana a poco più di un mese). Il passaggio tra queste due fasi può essere relativamente lungo, consentendo al paziente un periodo di benessere, oppure può essere repentino.

Sintomi maniacali del disturbo bipolare

Caratteristica peculiare del disturbo bipolare è la “mania“. In ambito clinico, quando si parla di mania, si descrive uno stato psichico particolare caratterizzato dai seguenti sintomi e segni:

  • Sentirsi molto “su di giri” o euforico
  • Sentirsi pieno di energie
  • Fare molte più cose rispetto al solito
  • Sentirsi eccitato o strano
  • Avere problemi a dormire
  • Essere molto più attivi del solito
  • Parlare molto velocemente di molte cose diverse
  • Essere agitato, irritabile, eccessivamente permaloso
  • Sentire che i propri pensieri stanno andando molto forte
  • Pensare di poter fare molte cose contemporaneamente
  • Fare cose molto rischiose, spendere molti soldi o avere rapporti sessuali rischiosi

Una persona in mania in genere vive uno stato di eccitazione e benessere eccessivi ed estremi. Il tono dell’umore non viene in genere modificato da eventi di vita avversi (ad es. cattive notizie). Chi è in stato di mania può avvertire una sensazione di potere o invulnerabilità e di grandezza, sovrastimare molto le proprie possibilità (ad es. economiche) e può commettere spesso azioni sconsiderate o rischiose.

Mania e ipomania

Spesso chi è in mania, o ipomania, è facilmente riconoscibile dall’eloquio molto veloce. e dall’agitazione psicomotoria Il fluire del pensiero è esso stesso accelerato (tachipsichismo) e non segue un percorso lineare. Spesso chi è in mania tende a saltare da un ragionamento all’altro e non riuscire a formulare un discorso filato.

Da un punto di vista clinico e diagnostico è importante distinguere tra mania e ipomania (che letteralmente significa “mania lieve”). La mania si differenzia dall’ipomania sia per l’intensità dei sintomi sia per la possibile presenza di manifestazioni psicotiche (in particolare deliri olotimici cioè che si presentano congrui all’umore, come ad esempio il delirio di grandezza).

Le fasi maniacali possono durare giorni se non settimane e in taluni casi essere anche più lunghe. Le fasi depressive sono in genere più lunghe, possono durare mesi se non anni.

Sintomi depressivi del disturbo bipolare

Alle fasi di mania sono alternate fasi depressive anche molto pesanti durante le quali i sintomi vissuti dal paziente sono sovrapponibili a quelli di una depressione maggiore. Sono quindi presenti i seguenti segni e sintomi:

  • Sentirsi molto triste, senza speranza, vuoto o giù di morale
  • Sentire di avere poca energia
  • Ridurre notevolmente le attività quotidiane
  • Avere problemi di sonno (dormire o troppo o troppo poco)
  • Sentire di non poter provare piacere per nessuna cosa
  • Sentirsi preoccupati e svuotati
  • Avere problemi a concentrarsi
  • Dimenticare molte cose
  • Mangiare troppo o troppo poco
  • Sentirsi stanchi o rallentati

In genere la depressione, nel disturbo bipolare, è molto profonda e caratterizzata da una grande intensità dei sintomi. Fondamentale riuscire a riconoscere precocemente l’inizio sia delle fasi depressive sia di quelle maniacali.

Entrambe le fasi possono infatti essere molto pericolose, nelle fasi depressive il pericolo maggiore si associa ai comportamenti suicidiari. Nelle fasi maniacali, dove il tono dell’umore porta spesso al rifiuto delle terapie, i comportamenti rischiosi e l’elevata prodigalità possono creare i danni maggiori alla vita dell’individuo.

Episodio misto

Episodio misto. Con l’uscita del DSM-5 è stata abolita dal manuale la categoria “episodio misto dell’umore”, presente invece nel DSM-IV-TR. E’ stato invece introdotto il termine “episodi con caratteristiche miste specifiche”. L’episodio misto si verifica quando sono presenti, contemporaneamente, sintomi maniacali e depressivi.

Nello specifico si parla di episodio con caratteristiche miste quando sono presenti almeno tre sintomi sottosoglia della polarità d’umore opposta. Quindi quando abbiamo una fase depressiva e alcuni sintomi maniacali o ipomaniacali e viceversa.
Possiamo quindi trovare episodi:

  • depressivi con caratteristiche miste
  • maniacali con caratteristiche miste
  • ipomaniacali con caratteristiche miste

In generale sono stati in cui prevale un umore definito “disforico” caratterizzato da agitazione psicomotoria, estrema irritabilità e ansia. La disforia può anche essere accompagnata da aggressività verbale o fisica.

Fattori di rischio

Sono numerosi gli studi che hanno cercato di approfondire cause e fattori di rischio del disturbo bipolare. In particolare, nel secolo scorso, la comunità scientifica si è particolarmente interessata allo studio del disturbo bipolare I. Gli studi sembrano confermare che non esista una causa specifica ma che il disturbo emerga da un’insieme di cause diverse. Sono stati comunque identificati alcuni fattori di rischio:

Funzionamento e struttura del cervello

Alcuni studi sembrano suggerire che il cervello di pazienti con disturbo bipolare mostri delle differenze rispetto a quello di soggetti sani. Lo studio di queste differenze potrebbe portare, nel corso degli anni, allo sviluppo di trattamenti sempre più efficaci.

Fattori genetici

I geni sono uno dei fattori di rischio maggiori per lo sviluppo di un disturbo bipolare. Studi hanno infatti mostrato che esiste una probabilità del 10% di sviluppare una depressione bipolare se in famiglia è presente un familiare con questa patologia, rispetto alla media della popolazione generale che è dell’1%.

Inoltre studi condotti sui gemelli hanno mostrato che, in fratelli omozigoti (che condividono lo stesso DNA), se uno dei due fratelli è affetto da bipolarismo, il gemello ha la probabilità del 40% di sviluppare il disturbo. Mentre per gemelli eterozigoti la percentuale scende sotto il 20%.

Storia familiare

Data l’alta influenza dei geni spesso il bipolarismo è presente in diversi soggetti della stessa famiglia. I figli di genitori con un disturbo bipolare hanno un rischio molto maggiore di sviluppare il disturbo rispetto a chi ha genitori senza il disturbo. Nonostante questo comunque la maggior parte di persone che ha un familiare affetto da disturbo bipolare non svilupperà il disturbo.

Le ricerche, ad oggi, confermano il ruolo centrale del patrimonio genetico nella genesi del disturbo. Inoltre, nonostante il disturbo bipolare possa manifestarsi durante un periodo di stress, questo non sembra influenzarne lo sviluppo.

La cura del disturbo bipolare

Il trattamento del disturbo bipolare si concentra principalmente nel cercare di controllare i viraggi dell’umore e gli altri sintomi bipolari. Questi aspetti vengono curati attraverso una corretta terapia farmacologica e una buona relazione terapeutica con il proprio psichiatra di fiducia. Spesso infatti il medico è in grado di riconoscere sintomi precoci di viraggio (ad es. l’iniziale stato di ipomania) e agire prontamente attraverso un’opportuna modifica alla terapia farmacologica. Inoltre una buona relazione terapeutica favorisce la compliance al trattamento.

Altro aspetto importante nella cura del disturbo bipolare è la psicoeducazione. Il disturbo bipolare è infatti un disturbo cronico, che accompagna tutta la vita della persona. E’ fondamentale quindi per ogni paziente imparare a conoscere il proprio disturbo, per sapere quali strategie adottare, quando precocemente chiedere aiuto al proprio medico, quali sintomi monitorare per favorire il miglioramento della propria qualità di vita etc.

La psicoeducazione può essere svolta durante un colloquio individuale oppure in forma di gruppo. Dati della letteratura scientifica evidenziano come alcuni interventi di psicoeducazione di gruppo specifici per il disturbo bipolare (Colom e Vieta) siano un ottima strategia di trattamento. Gli interventi di psicoeducazione sono trattamenti che favoriscono una migliore gestione del disturbo e un aumento della qualità di vita ma non sostituiscono la terapia farmacologica che rimane imprescindibile.

Cura farmacologica

Per quel che riguarda la cura farmacologica, tra i farmaci più utilizzati nel trattamento del disturbo bipolare troviamo:

  • Litio
  • Anticonvulsivanti
  • Neurolettici
  • Antidepressivi

Per approndire il tema della cura del disturbo bipolare puoi leggere anche: “La cura del disturbo bipolare. Intervista alla dott.ssa Zurlini“.

 

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Per maggiori approfondimenti:

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DISTURBO BIPOLARE. SINTOMI, CURA E FATTORI DI RISCHIO ultima modifica: 2019-07-23T14:49:35+00:00 da Paolo Artoni
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Il disturbo bipolare | Ospedale Maria Luigia
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Il disturbo bipolare o bipolarismo è un grave disturbo psichiatrico. Scopri la cura, i sintomi e i fattori di rischio del disturbo bipolare.
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