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DISTURBO BIPOLARE O BIPOLARISMO. CAUSE, SINTOMI E DIAGNOSI SECONDO IL DSM-5

DISTURBO BIPOLARE O BIPOLARISMO. CAUSE, SINTOMI E DIAGNOSI SECONDO IL DSM-5

Il disturbo bipolare, chiamato in passato “sindrome maniaco depressiva”, è un disturbo dell’umore caratterizzato da gravi alterazioni del tono dell’umore. Si alternano infatti, durante la vita dell’individuo, episodi di mania o ipomania (elevazione del tono dell’umore) e depressione (calo del tono dell’umore). Con l’uscita del DSM V sono cambiati alcuni criteri per la diagnosi dei diversi tipi di disturbo bipolare che sono trattati nel seguente articolo.

Disturbo bipolare

Il disturbo bipolare, detto anche bipolarismo o depressione bipolare, è una patologia psichiatrica complessa. E’ un disturbo dell’umore le cui cause sono molteplici e presenta un andamento cronico. Secondo le statistiche del NIMH, il più grande centro studi biomedicale del mondo, il disturbo bipolare ha un’incidenza sulla popolazione tra l’1 e il 2% e colpisce indistintamente sia gli uomini che le donne. In genere il primo episodio si verifica dopo la maggiore età, tra i 18 e i 30 anni, per poi ripresentarsi nel corso dell’arco della vita. Gli episodi, se non curati, diventano sempre più frequenti e invalidanti. La sindrome bipolare può comunque mostrarsi in modo diverso da persona a persona.

Disturbo bipolare cause

Sono numerosi gli studi che hanno cercato di approfondire le cause di un disturbo bipolare. In particolare, nel secolo scorso, la comunità scientifica si è particolarmente interessata allo studio del disturbo bipolare di tipo 1. La causa principale dello sviluppo del bipolarismo è legato ai geni e al proprio patrimonio genetico. Gli studi hanno infatti mostrato che esiste una probabilità del 10% di sviluppare una sindrome bipolare se in famiglia è presente un familiare con questa patologia, rispetto alla media della popolazione generale che è molto più bassa. Inoltre studi condotti sui gemelli hanno mostrato che, per fratelli omozigoti che quindi condividono lo stesso DNA, se uno dei due fratelli è affetto da bipolarismo il gemello ha una probabilità di sviluppare il bipolarismo superiore al 40%. Mentre per gemelli eterozigoti la percentuale scende sotto il 20%. Nonostante la sindrome possa manifestarsi durante un periodo di stress, gli aspetti intrapsichici e ambientali sembrano essere pochi influenti nello sviluppo di un disturbo bipolare.

Disturbo bipolare sintomi

I sintomi del disturbo dipolare sono diversi, variegati e sono legati alle fluttuazioni dell’umore tipiche di questa sindrome. Il bipolarismo è una malattia psichiatrica che, se non adeguatamente curata e trattata, può comportare sofferenza e grave invalidità. Chi ne soffre è soggetto a drastici cambiamenti nel tono dell’umore. Si passa da stati di mania o di ipomania a stati depressivi. Proprio per l’alternanza tra questi due umori opposti il disturbo prende il nome di bipolarismo. Tendenzialmente, per chi è affetto da questa malattia, le fasi depressive durano di più nel tempo, mentre le fasi maniacali o ipomaniacali durano relativamente meno (da qualche settimana a qualche mese). Il passaggio tra queste due fasi può essere relativamente lungo, consentendo al paziente un periodo di benessere, oppure può essere repentino.

Disturbo bipolare e mania

Caratteristica peculiare del disturbo bipolare è la “mania”. Quando si parla di mania in ambito psichiatrico non bisogna confondere il significato di questo termine con quello utilizzato comunemente. Spesso si sente dire “ha manie di grandezza” oppure “ha la mania delle moto” riferendosi a persone che sono particolarmente ambiziose o che hanno una passione per le motociclette. Niente di tutto questo. In ambito clinico, quando si parla di mania, si descrive uno stato psichico particolare caratterizzato da:

  • Elevazione patologica del tono dell’umore
  • Prodigalità e spese eccessive
  • Aumento della velocità del pensiero (i pensieri si susseguono nella mente in modo eccessivamente rapido)
  • Fuga delle idee e rapidi cambiamenti nel flusso del pensiero
  • Logorrea
  • Riduzione del bisogno di sonno
  • Aumento della libido
  • Aumento della socievolezza
  • Idee di grandiosità e aumento dell’autostima
  • Agitazione mentale o fisica

Mania e Ipomania, quali differenze

Da un punto di vista clinico e diagnostico è importante distinguere tra mania e ipomania (letteralmente “mania lieve”). La mania si differenzia dall’ipomania sia per l’entità dei sintomi (che sono maggiormente invalidanti e possono causare gravi problemi al funzionamento sociale, relazionale e mettere in serio pericolo il paziente) che per la possibile presenza di sintomi psicotici (in particolare deliri che si presentano “congrui” all’umore).

Disturbo bipolare e depressione

Oltre alla fasi di mania nel disturbo bipolare sono presenti fasi depressive. Durante le fasi depressive i sintomi vissuti dal paziente sono sovrapponibili a quelli di una depressione maggiore. Sono quindi presenti:

  • Umore depresso per la maggior parte del tempo
  • Significativa perdita di interesse verso le attività quotidiane
  • Tendenza all’isolamento e alla riduzione dei contatti sociali
  • Bassa autostima
  • Sentimenti di colpa e di inutilità
  • Vissuti di inguaribilità
  • Alterazioni del sonno e dell’appetito
  • Fatica o perdita di energia
  • Pensieri di morte

Episodio misto

Con l’uscita del DSM V è stata abolita la categoria “episodio misto dell’umore”, presente invece nel DSM-IV-TR. E’ stato invece introdotto il termine “episodi con caratteristiche miste specifiche” che si applica quando sono presenti almeno tre sintomi sottosoglia della polarità d’umore opposta. Quindi quando abbiamo un umore depresso e alcuni sintomi maniacali o ipomaniacali e viceversa.
Possiamo quindi trovare:

  • depressioni maggiori con caratteristiche miste
  • episodi maniacali con caratteristiche miste
  • episodi ipomaniacali con caratteristiche miste

In generale sono stati in cui prevale un umore definito “disforico” caratterizzato da agitazione psicomotoria, estrema irritabilità e ansia.

I disturbi bipolari

Quando si parla di diagnosi è importante ricordare che, con il termine bipolarismo, non si intende un’unica condizione patologica. In realtà sono diverse le forme di disturbo bipolare che si possono osservare. Per questo è più corretto parlare di “Disturbi Bipolari” utilizzando la variante plurale del termine. Nella nuova versione del Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, il DSM-5, sono presentate diverse sottocategorie.

Disturbo bipolare tipo 1

Nel disturbo bipolare di tipo 1 sono presenti episodi depressivi e maniacali che si alternano nel corso della vita del paziente. La durata dell’episodio maniacale deve essere di almeno 7 giorni. Durante la fase di remissione di un episodio maniacale è possibile osservare un episodio depressivo, un episodio ipomaniacale o un periodo di equilibrio. La presenza di almeno un episodio maniacale nel corso della vita differenzia il disturbo bipolare di tipo 1 dal disturbo bipolare di tipo 2.

Disturbo bipolare tipo 2

Il disturbo bipolare tipo 2 è caratterizzato dall’alternanza di episodi depressivi e ipomaniacali. Per far diagnosi è necessario che l’episodio ipomaniacale abbia una durata di almeno 4 giorni. Qualora il paziente mostri nel corso del tempo, al posto dell’ipomania, almeno un episodio maniacale, non è più possibile fare diagnosi di disturbo bipolare di tipo 2.

Disturbo Ciclotimico

Si definisce per disturbo ciclotimico un particolare disturbo bipolare che prevede la presenza, per almeno 2 anni, di lievi episodi ipomaniacali che però non siano tanto gravi da soddisfare i criteri dell’ipomania e che siano alternati a fasi depressive non gravi come la Depressione Maggiore.

Disturbo bipolare indotto da Sostanze o Farmaci

Si tratta di un disturbo caratterizzato da una elevazione patologica del tono dell’umore o da forte irritabilità. Le cause non possono essere attribuibili ad un disturbo bipolare di tipo I e II e non devono essere causate da intossicazione da sostanze stupefacenti o da farmaci. La diagnosi può essere effettuata solamente se i sintomi non erano presenti prima dell’assunzione della sostanza. Inoltre i sintomi devono completamente sparire in almeno 1 mese dalla sospensione delle sostanze o farmaci.

Disturbo bipolare cura

La cura del disturbo bipolare è centrata principalmente sul trattamento psicofarmacologico. Il bipolarismo infatti è una tra le sindromi psichiatriche la cui causa organica è maggiormente chiara e definita. Anche nelle fasi di maggior benessere la terapia farmacologica è imprescindile. I farmaci più utilizzati nel trattamento del disturbo bipolare sono:

Litio

Il farmaco più conosciuto e più utilizzato come stabilizzatore dell’umore è il litio. E’ dimostrato in letteratura che, una corretta terapia con il litio, migliora notevolmente la qualità di vita dei pazienti riducendo l’intensità e la durata degli episodi maniacali o depressivi. Data la specificità di questo farmaco, chi lo assume deve effettuare analisi periodiche specifiche per valutare il livello di litio nel sangue, che deve restare all’interno di un range terapeutico. Spesso il litio, nonostante ad oggi sia il farmaco con la maggiore efficacia terapeutica, viene mal sopportato dai pazienti a causa dei fastidiosi effetti collaterali. Questo spesso riduce la compliance al trattamento o può portare ad optare per altri farmaci stabilizzatori dell’umore.

Farmaci anticonvulsivanti

Altri farmaci, utilizzati anche per la cura dell’epilessia, hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento del bipolarismo. Tra le molecole più utilizzate ricordiamo il Valproato (commercializzato con il nome di Depakin) e la Lamotrigina (commercializzata con il nome di Lamictal). Entrambi questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento del disturbo bipolare (nonostante la loro efficacia in assoluto sia minore rispetto al litio) e tendenzialmente hanno minori effetti collaterali. Per questo sono maggiormente sopportati dai pazienti.

Farmaci neurolettici

Utilizzati principalmente per trattare le fasi maniacali, i farmaci neurolettici, a dosaggi più bassi, possono essere utilizzati anche nella terapia di mantenimento del disturbo bipolare. Vengono utilizzati principalmente i cosidetti “neuroletti atipici”, farmaci di ultima generazione rispetto ai più vecchi “neurolettici tipici”, per i minori effetti collaterali rispetto a questi ultimi. Tra i più utilizzati ricordiamo Olanzapina (Zyprexa), Risperidone (Risperdal), Quetiapina (Seroquel).

Farmaci antidepressivi

I farmaci antidepressivi vengono utilizzati nel trattamento delle fasi depressive del distubo bipolare. Anche per gli antidepressivi la nuova generazione di farmaci (ad es. gli SSRI) vengono preferiti ai vecchi antidepressivi triciclici per i minori effetti collaterali.

E’ bene ricordare che, per una corretta impostazione di terapia farmacologica, è assolutamente necessario affidarsi al proprio medico psichiatra. Gli studi di letteratura mostrano infatti come, una buona compliance al trattamento farmacologico, migliori notevolemente la qualità di vita delle persone affette da bipolarismo.

Trattamento psicologico

Per quel che riguarda gli interventi psicologici e riabilitativi, la letteratura mostra che gli interventi non farmacologici più efficaci nel trattamento del disturbo bipolare sono quelli volti alla psicoeducazione (interventi che aiutano il paziente a comprendere la sintomatologia del disturbo bipolare) e interventi motivazionali volti a mantenere alta la compliance al trattamento. E’ infatti ampiamente documentato in letteratura che, se il paziente conosce e sa identificare l’inizio di una fase (depressiva o maniacale) e rapidamente chiede aiuto al proprio medico psichiatra, la durata e l’intensità delle fasi di scompenso di riducono. Non solo di intensità ma anche di durata, consentendo una rapida ripresa dello stato di salute.

Ricovero per disturbo bipolare

E’ necessario un ricovero, presso un reparto ospedaliero, quando i sintomi del disturbo bipolare sono particolarmente gravi da richiedere un’intervento intensivo in un contesto protetto. Durante il ricovero, oltre alla rimodulazione di una corretta terapia farmacologica, i pazienti hanno la possibilità di partecipare ad attività riabilitative fin da subito. Questo per favorire, nel più breve tempo possibile, un recupero ad uno stato di equilibrio timico ottimale.

E’ possibile richiedere un percorso di ricovero presso il nostro ospedale in regime di Convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. E’ inoltre possibile richiedere una prima visita psichiatrica presso il nostro poliambulatorio sempre in convenzione con il SSN

 

Per richiedere informazioni sui ricoveri o sui percorsi ospedalieri contattaci

 

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Disturbo Bipolare o Bipolarismo | La diagnosi secondo il DSM-V
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Disturbo Bipolare o Bipolarismo. Cos'è il disturbo bipolare secondo il DSM-V, il manuale statistico e diagnostico dei disturbi psichici.
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Ospedale Maria Luigia
Ospedale Maria Luigia
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