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DISTURBO DELL’IMMAGINE CORPOREA E SCHEMA CORPOREO

DISTURBO DELL’IMMAGINE CORPOREA E SCHEMA CORPOREO

Disturbo dell’immagine corporea. Presentati a Bologna, presso l’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, i primi risultati sul trattamento del disturbo dell’immagine corporea, attivo da due anni nel reparto DCA dell’Ospedale Maria Luigia. I risultati mostrano una riduzione della dispercezione corporea e una riduzione dell’ansia relativa alla percezione del proprio corpo.

Immagine corporea

L’immagine corporea è “l’immagine del nostro corpo che ci formiamo nella mente e cioè il modo in cui il nostro corpo ci appare”. Quando questa immagine mentale si discosta in modo evidente dalla realtà allora parliamo di disturbo dell’immagine corporea. Disturbo che porta, chi ne è affetto, a non riuscire a percepire in modo alterato le forme del proprio corpo. Alcune parti del corpo sono percepite in modo deforme e questa percezione si accompagna a sensazioni di inadeguatezza e di disgusto. La presenza di un disturbo dell’immagine corporea è spesso concomitante ad un disturbo alimentare, particolare nell’anoressia e nella bulimia nervosa. E’ per questo che, da due anni, nel reparto DCA dell’Ospedale Maria Luigia, è attivo uno specifico trattamento per il disturbo dell’immagine corporea.

Ne parla il dott. Fulvio Arnone, già primario del reparto dei disturbi alimentari dell’Ospedale Maria Luigia. “E’ importante, per la cura di un paziente affetto da disturbi del comportamento alimentare, prevedere un trattamento specifico per il disturbo dell’immagine corporea. La letteratura internazionale evidenzia infatti che, anche in pazienti DCA che presentano una completa remissione dei sintomi alimentari, spesso si mantiene nel tempo il disturbo dell’immagine corporea. Il mantenimento di questo disturbo è spesso causa di ricadute nella malattia, oltre a rappresentare uno dei fattori scatenanti di anoressia e bulimia”

Immagine corporea: il trattamento

“Per questo motivo abbiamo introdotto nel nostro programma integrato di cura per i disturbi alimentari il trattamento per il disturbo dell’immagine corporea.” Prosegue il dott. Arnone “Il programma ospedaliero di ricovero prevede, da sempre, una particolare attenzione alla relazione tra il paziente e il proprio corpo. Il trattamento è indirizzato non solamente all’aumento (per pazienti sottopeso) o calo ponderale (per pazienti sovrappeso) quanto piuttosto al rapporto tra corpo e Sè, all’integrazione tra questi due elementi, per una migliore relazione con se stessi e con gli altri. Ai nostri pazienti è offerta una vera e propria rieducazione alla corporeità, ad un corpo che non è più oggetto ma soggetto. In virtù di questo, abbiamo sviluppato il trattamento per il disturbo dell’immagine corporea offrendo, ai nostri pazienti, una cura specifica per questo sintomo nucleare”.

Immagine corporea e disturbi alimentari

Il trattamento per il disturbo dell’immagine corporea è destinato a pazienti che soffrono di anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder. Per ognuna di queste tipologie di pazienti si evidenzia spesso (anche se non sempre) un’alterazione dell’immagine corporea. Mentre pazienti anoressiche e bulimiche tendono a percepire il loro corpo come più voluminoso, per chi soffre di binge eating spesso la percezione del corpo è alterata in senso contrario. Tendono infatti a non percepire le dimensioni del loro corpo reale ma vedersi più magri di quanto non lo siano in realtà.

A parlarcene la responsabile del protocollo riabilitativo per il disturbo dell’immagine corporea, dott.ssa Maria Laura Chierici, Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, specializzata sul Trattamento Integrato dei Disturbi del Comportamento Alimentare e dell’Immagine Corporea e parte integrante dell’equipe per la cura dei disturbi dell’alimentazione dell’Ospedale Maria Luigia.

Immagine corporea e schema corporeo

Il cuore del lavoro si concentra sullo schema corporeo e sull’immagine corporea. “Il nostro lavoro, in sinergia con il lavoro degli psicologi e degli psichiatri, si focalizza sulle terapie corporee. Attraverso particolari tecniche di trattamento i pazienti sono invitati a riprendere gradualmente contatto con il proprio corpo, con le proprie sensazioni viscerali e propriocettive, a sviluppare un atteggiamento di accoglienza e di consapevolezza delle proprie forme e dei correlati emotivi legati alla percezione corporea”.

Il trattamento prevede tre sedute settimanali alle quali accedono i pazienti selezionati dall’equipe curante per questo specifico protocollo. “Nella prima fase l’attenzione è riposta alla ristrutturazione di uno schema corporeo cosciente, alla presa di consapevolezza delle proprie dispercezioni e allo sviluppo di un atteggiamento non giudicante. Nella seconda fase di trattamento l’attenzione si sposta sull’immagine corporea e sulla sua ristrutturazione. Il protocollo prevede, una volta valutati i progressi nella ricostruzione dello schema corporeo cosciente e dell’iniziale modificazione dell’immagine corporea, l’esposizione allo specchio. L’esposizione allo specchio è l’ultimo passo per completare il percorso di ristrutturazione di un’immagine corporea reale e funzionale”

Disturbo dell’immagine corporea: i risultati ottenuti

Il trattamento ha previsto una sistematica raccolta di dati dopo ogni seduta di trattamento. I risultati sono stati presentati a Bologna, il 16 ottobre 2015, presso l’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, come conclusione di un percorso di specializzazione sul trattamento del disturbo dell’immagine corporea.

I primi risultati di quest’analisi sono confortanti. L’analisi qualitativa svolta sul materiale raccolto in questi due anni di sperimentazione mostra buoni risultati. Si assiste infatti, nel corso del trattamento, ad un graduale miglioramento dell’immagine corporea dei pazienti, ad una riduzione delle dispercezioni e ad una maggiore consapevolezza dei vissuti emotivi collegati al corpo. La relazione con il proprio corpo cambia, il corpo inizia ad essere vissuto non solamente per i suoi correlati estetici, ma come strumento di relazione e di interazione con se stessi e con gli altri.

Commenta il dott. Arnone “sono ancora risultati preliminari, che si basano su schede di autovalutazione che le pazienti compilano ad ogni seduta. Ma crediamo di aver intrapreso una buona strada e continueremo a lavorare in questa direzione”

Il programma di cura dei DCA dell’Ospedale Maria Luigia

Disturbo dell’immagine corporea: approfondimenti

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Disturbo dell'Immagine Corporea | Ospedale Maria Luigia
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Disturbo dell'Immagine Corporea | Ospedale Maria Luigia
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Il disturbo dell'immagine corporea, frequente nei disturbi alimentari, porta a vedere il proprio corpo diverso da come è nella realtà.
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Ospedale Maria Luigia
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DISTURBO DELL’IMMAGINE CORPOREA E SCHEMA CORPOREO ultima modifica: 2015-10-23T14:07:16+00:00 da Paolo Artoni
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