LA MATRICE ACT DI KEVIN POLK NEL TRATTAMENTO DEI TRAUMI

La matrice ACT, ideata da Kevin Polk, è un facilitatore grafico utilizzato in psicoterapia per favorire la flessibilità psicologica dei pazienti. Si basa sui costrutti cardine dell’Acceptance and Commitment Therapy e viene utilizzata sia nella psicoterapia individuale che di gruppo (Polk et al., 2017). La matrice ACT di Kevin Polk può essere utilizzata per affrontare diverse problematiche psicologiche tra cui il disturbo post traumatico da stress. In questo articolo approfondiamo come l’ACT affronta il trauma psicologico.
Cosa dice l’ACT su sofferenza ed evitamento
Secondo l’Acceptance and Commitment Therapy, una delle psicoterapie di terza generazione, alla base della sofferenza psicologica c’è, principalmente, il nostro tentativo di evitarla. Secondo l’ACT infatti gli esseri umani infatti, nel loro tentativo di evitare o controllare la sofferenza, nella realtà costruiscono le basi della sofferenza stessa. Ma evitare la sofferenza è normale. Sin da piccoli infatti, abbiamo imparato che l’evitamento è un’ottima strategia per non soffrire. Quando per la prima volta abbiamo sperimentato, direttamente o attraverso la regola di un genitore, quanto toccare una pentola rovente sia doloroso, da allora abbiamo appreso che evitare di toccarla ci avrebbe preservato dal soffrire.
L’evitamento è un’ottima strategia che l’essere umano ha sviluppato per garantire la propria sopravvivenza, ma diventa un problema quando cerchiamo di controllare o evitare la sofferenza psicologica. Per non sentirla tendiamo infatti a diventare più rigidi, ad esempio smettiamo di frequentare alcuni luoghi o alcune persone, e questo alla lunga genera più sofferenza di quella che abbiamo evitato.
Le reazioni emotive dopo un trauma
Dopo un evento traumatico è normale avere paura, anzi è fondamentale. Il problema nasce però quando, di fronte alla paura, che è certamente un’emozione sgradevole, mettiamo in atto in automatico dei comportamenti per evitare di sentirla o per cancellarla.
Secondo l’ACT ciò che ci mantiene in uno stato di sofferenza è la rigidità psicologica, ossia il tentativo di controllare ed evitare di sentire le emozioni dolorose. Più evitiamo e tentiamo di controllare quello che viviamo internamente, più ci rinchiudiamo e più quella sofferenza finisce per occupare tutto lo spazio della nostra vita.
Che cos’è la matrice ACT di Kevin Polk
Uno degli strumenti più utili per contrastare la rigidità psicologica è la matrice ACT di Kevin Polk. Polk è uno psicologo e ricercatore americano che per anni si è occupato del trattamento di pazienti traumatizzati, in particolare veterani statunitensi reduci dalle guerre. Proprio in popolazioni di veterani l’ACT è stata studiata come trattamento del distress emotivo legato a queste esperienze (Lang et al., 2017). La matrice ACT da lui creata è uno strumento per diventare consapevoli di come funzioniamo.
Molto spesso il paziente traumatizzato impiega la maggior parte delle energie nel tentativo di controllare la sofferenza, e questo avviene in modo automatico e non consapevole. L’emozione sgradevole accende il pilota automatico e innesca i comportamenti di evitamento. Attraverso la matrice è possibile analizzare, insieme al paziente, quali comportamenti sono funzionali all’evitamento e quali sono invece utili a tornare a vivere una vita ricca e soddisfacente.
Come funziona la matrice ACT: i comportamenti Away
La matrice ACT di Kevin Polk è un facilitatore grafico che aiuta i pazienti a vedere come esistano due diverse tipologie di comportamenti: i comportamenti di allontanamento (Away), legati al controllo del dolore, e i comportamenti verso (Toward) una direzione significativa. Si chiede al paziente di fare esempi concreti dei comportamenti che mette in atto nelle diverse situazioni (Polk et al., 2017).
E quando si mettono queste cose nero su bianco, notiamo come reagiamo di fronte alle emozioni negative. Spesso ci accorgiamo che, automaticamente, siamo portati a mettere in atto comportamenti evitanti (Away). Di fronte ad una emozione dolorosa potremmo, per esempio, chiuderci in casa, evitare le situazioni sociali o ricorrere all’abuso di sostanze. Questi comportamenti, anche se inizialmente sembrano funzionare, nel lungo periodo aggravano la sofferenza iniziale e complicano la situazione.
I comportamenti Toward e i valori personali
L’altra tipologia di comportamenti che la matrice di Kevin Polk mette in evidenza è quella di quelli che vanno verso (Toward) una direzione per noi significativa, coerente con i nostri valori personali, ad esempio:
- educare i figli,
- coltivare una passione,
- studiare una materia interessante
- prendersi cura di una persona importante
Mentre la prima tipologia di comportamenti ci mette davanti quello che facciamo per evitare di sentire sensazioni sgradevoli, questa seconda tipologia di comportamenti ci mette davanti invece cosa facciamo per costruire una vita ricca e significativa. Scopo della terapia è quello di ridurre i comportamenti di evitamento, favorendo nei pazienti sempre più comportamenti attivi e nella direzione di una vita per loro soddisfacente.
La matrice ACT e la flessibilità psicologica
In sintesi, la matrice ACT di Kevin Polk favorisce nei pazienti la consapevolezza sia dei propri comportamenti di evitamento della sofferenza sia di quelli orientati verso una vita significativa. Questa consapevolezza aiuta gradualmente ad abbandonare i comportamenti automatici, restituendo alla persona una crescente libertà di scelta.
Il trattamento basato sull’ACT non punta tanto all’eliminazione dell’emozione spiacevole, quanto ad abbandonare gradualmente gli strumenti disfunzionali di controllo. Nel corso del percorso l’emozione sgradevole viene evitata sempre meno, fino a essere accolta, portando la persona ad ampliare il proprio repertorio comportamentale e a riaprirsi a una vita ricca e soddisfacente.
Acceptance and Commitment Therapy a Parma
Al poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia puoi intraprendere un percorso di Acceptance and Commitment Therapy con professionisti formati in questo approccio.
Domande frequenti sulla matrice ACT
Che cos’è la matrice ACT?
La matrice ACT è un facilitatore grafico ideato da Kevin Polk all’interno dell’Acceptance and Commitment Therapy. Aiuta la persona a distinguere i comportamenti messi in atto per allontanarsi dalla sofferenza da quelli orientati verso una vita significativa (Polk et al., 2017).
Come funziona la matrice ACT?
Si chiede alla persona di annotare i propri comportamenti dividendoli tra quelli di allontanamento (Away), legati al controllo del dolore, e quelli orientati verso (Toward) i propri valori. Mettere nero su bianco questa distinzione aiuta a riconoscere gli automatismi di evitamento e a scegliere in modo più consapevole.
Che cos’è il metodo ACT?
L’Acceptance and Commitment Therapy è una psicoterapia di terza generazione che mira a promuovere la flessibilità psicologica, riducendo i tentativi disfunzionali di controllare ed evitare le esperienze interne dolorose.
La matrice ACT è utile per affrontare il trauma?
La matrice è uno strumento dell’ACT, approccio studiato anche nel trattamento del distress emotivo legato a esperienze traumatiche, incluse popolazioni di veterani (Lang et al., 2017). Per quadri clinici significativi come il disturbo post traumatico da stress resta necessaria una valutazione specialistica.
Bibliografia
- Lang, A. J., Schnurr, P. P., Jain, S., et al. (2017). Randomized controlled trial of acceptance and commitment therapy for distress and impairment in OEF/OIF/OND veterans. Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy, 9(S1), 74–84. https://doi.org/10.1037/tra0000127
- Polk, K. L., Schoendorff, B., Olaz, F. O., & Webster, M. (2017). La matrice ACT. Guida all’utilizzo nella pratica clinica. Milano: FrancoAngeli.

