DISTURBO DA STRESS POST-TRAUMATICO (PTSD). DIAGNOSI, SINTOMI E CURA

DISTURBO DA STRESS POST-TRAUMATICO (PTSD). DIAGNOSI, SINTOMI E CURA

Il disturbo da stress post-traumatico, detto anche PTSD (Post Traumatic Stress Disorder), è un disturbo presente nel DSM-5 nel capitolo dei disturbi correlati a trauma e stress. In passato definito anche nevrosi da guerra perchè spesso osservato nei soldati impegnati in battaglia, il PTSD è un disturbo che in genere manifesta i suoi sintomi a seguito di un evento particolarmente traumatico, evento che interrompe il flusso continuo della vita naturale di un soggetto. Ad esempio l’essere stato sotto i bombardamenti, oppure essere sopravvissuti al crollo di un edificio, o aver avuto un incidente o aver subito una violenza sessuale etc. In genere il soggetto che soffre di disturbo da stress post-traumatico presenta ansia, depressione, ricordi emotivamente molto intensi e immagini disturbanti dell’evento traumatico. A parlarci del disturbo da stress post-traumatico il dott. Fulvio Arnone, medico responsabile presso il poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia.

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Il disturbo da stress post-traumatico

Il disturbo da stress post-traumatico è un disturbo psichiatrico che solo nel ‘900 è stato riconosciuto come entità nosologica distinta ma che è presente dagli albori della nostra civiltà. E’ un disturbo che si sviluppa in genere dopo un evento particolarmente traumatico, un evento che ha messo in pericolo la salute e l’integrità fisica o psichica del soggetto. Si caratterizza per sintomi particolarmente invalidanti, come ansia molto intensa e frequente, calo del tono dell’umore, pensieri, immagini o ricordi intrusivi dell’evento traumatico e spesso un vissuto emotivo molto intenso, come se si stesse rivivendo l’episodio traumatico.

Nonostante si trovino descrizioni del disturbo da stress post-traumatico anche in testi classici come l’Iliade di Omero, lo studio sistematico di questo disturbo è iniziato solo durante la prima guerra mondiale. Ed è solamente con la guerra in Vietnam, dove si registrarono altissimi tassi di PTSD in soldati americani, che il disturbo cominciò ad essere conosciuto e a diventare argomento di dibattito pubblico. Infine, fu solo dopo l’introduzione del DSM-III nel 1980, che venne ufficialmente introdotto e riconosciuto il disturbo da stress post-traumatico.

Sintomi del disturbo da stress post-traumatico

Il disturbo da stress post-traumatico può manifestarsi in modalità diverse ma la caratteristica principale è lo sviluppo di una serie di sintomi ansioso-depressivi a seguito di un evento traumatico. In alcuni pazienti prevalgono sintomi collegati alla paura, all’evitamento e all’ansia, in altri si osserva un calo del tono dell’umore e anedonia, altri ancora possono mostrare sintomi dissociativi, anche se spesso si osserva una combinazione di questi sintomi nei pazienti affetti da PTSD.

Possiamo distinguere i sintomi del disturbo da stress post-traumatico in alcune categorie: sintomi intrusivi, strategie di evitamento, alterazioni dell’umore e dei pensieri, aumento dello stato di attivazione psicomotoria. In genere, in pazienti affetti da PTSD, possiamo osservare sintomi di queste diverse categorie spesso mischiati tra loro.

Sintomi intrusivi

I sintomi intrusivi riguardano principalmente immagini relative all’evento traumatico. Tali immagini sono appunto definite intrusive in quanto il soggetto sente di non averne il controllo e di essere impotente, si presentano alla coscienza del soggetto in modo disturbante e involontario. Possono essere presenti durante il giorno o anche la notte, sotto forma di sogni o incubi. Possono inoltre presentarsi sintomi di distress psicologico in presenza di uno stimolo che ricordi l’episodio traumatico (come un’immagine o un suono).

Evitamento degli stimoli legati al trauma

Altro sintomo del disturbo da stress post-traumatico è l’utilizzo di strategie di evitamento esperienziale per evitare di entrare a contatto con qualunque stimolo ricordi il trauma. I soggetti tendono ad evitare luoghi, situazioni o persone che ricordano l’evento traumatico. Questa modalità di evitamento può portare ad una notevole riduzione dell’area vitale del soggetto in quanto questi in genere può iniziare ad evitare luoghi particolarmente importanti per lui (ad esempio luoghi che gli ricordano l’evento traumatico) riducendo progressivamente la propria qualità di vita.

Alterazioni del pensiero o dell’umore

A fronte di un evento traumatico possono presentarsi inoltre sintomi di natura cognitiva ed emotiva. Nello specifico i pazienti affetti da PTSD potrebbero non ricordare l’evento traumatico (amnesia post traumatica), oppure sviluppare idee negative nei confronti di se stessi, degli altri e del mondo. Infine pazienti affetti da un disturbo da stress post-traumatico possono presentare come sintomi calo del tono dell’umore, oppure sentirsi emotivamente distanti da tutti o ancora non riuscire più a sperimentare emozioni positive.

Alterazione dello stato di attivazione psicomotoria

Pazienti affetti da PTSD possono mostrare inoltre sintomi di attivazione psicomotoria alterata ed eccessiva. Questi soggetti possono mostrarsi particolarmente arrabbiati ed irritabili, fino ad avere comportamenti violenti e distruttivi. I pazienti possono inoltre mostrare uno stato di ansia eccessivo, problemi del sonno e alterazioni dell’attenzione e della memoria.

Tutti questi sintomi possono essere particolarmente disturbanti e peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei soggetti. Per questo è importante affrontare l’evento traumatico all’interno di un setting psicoterapeutico.

Trauma e disturbo da stress post-traumatico

E’ comunque opportuno ricordare che non tutti gli eventi traumatici della vita portano allo sviluppo di un disturbo post-traumatico da stress. E’ comune infatti che gli eventi traumatici provochino naturalmente una forma di disagio psicologico ma, in molti casi (circa nel 70-80% dei casi), questi sintomi tendono a risolversi spontaneamente con il passare del tempo.

Quando però questi sintomi non si risolvono, si presentano in modo molto intenso per un periodo prolungato (il DSM-5 definisce 1 mese come periodo minimo per poter fare diagnosi di PTSD) allora siamo di fronte ad un disturbo e come tale va riconosciuto e affrontato grazie anche all’aiuto di un professionista che faciliti la naturale elaborazione dell’evento traumatico.

Inoltre, in questi anni, si sta diffondendo in psicologia clinica e psichiatria il concetto di “micro-traumi”. Quindi non solamente un evento grave o catastrofico può causare un trauma psicologico, ma anche la presenza di molteplici piccoli eventi stressanti o avversi (ad esempio il mobbing) possono portare a sviluppare gli stessi sintomi di un unico trauma psicologico più grande e rilevante. Per questo è importante affrontare prontamente situazioni di disagio psicologico, attraverso opportune strategie psicoterapeutiche, per favorire una veloce elaborazione del trauma.

Il disturbo da stress post traumatico e la diagnosi del DSM-5

Per poter far diagnosi di disturbo da stress post-traumatico il DSM-5, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, propone alcuni criteri che guidano il clinico nel riconoscimento e nel processo diagnostico. I criteri del DSM-5 per il PTSD riguardano sia adulti, sia adolescenti che bambini sopra i 6 anni. Sotto i 6 anni i criteri diagnostici cambiano.

I criteri del DSM-5 per il disturbo da stress post-traumatico sono:

A. Essere esposti ad un evento traumatico che ha messo in pericolo la propria vita, oppure un grave infortunio o un abuso sessuale in uno dei seguenti modi:

  1. Avere fatto una esperienza traumatica diretta
  2. Avere assistito ad una esperienza traumatica di qualcun altro
  3. Essere venuto a conoscenza di un evento traumatico accaduto ad un familiare o ad un amico
  4. Essere esposti più volte o in modo estremo a dettagli sgradevoli di un evento traumatico (questo criterio non si applica ad eventi o dettagli conosciuti attraverso televisioni, giornali o altro media)

B. La presenza di uno o più tra i seguenti sintomi intrusivi:

  1. Ricorrenti, involontarie ed intrusive memorie disturbanti dell’evento traumatico
  2. Ricorrenti incubi in cui il contenuto è legato al trauma
  3. Reazioni dissociative (come i flashback) che portano il soggetto a sentire e comportarsi come se stessero rivivendo il trauma
  4. Stati intensi e prolungati di disagio psicologico che si attivano da stimoli interni o esterni (ad esempio sentendo un particolare odore) che sono collegate al trauma
  5. Reazioni fisiologiche marcate che si attivano da stimoli interni o esterni collegati al trauma

C. Evitamento costante di stimoli associati agli eventi traumatici. Tale evitamento deve essere iniziato a seguito dell’evento traumatico e può essere di due tipo:

  1. Evitamento o sforzi per evitare ricordi, pensieri o sensazioni collegate all’evento traumatico.
  2. Evitamento o sforzi per evitare persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti e situazioni che ricordano l’evento traumatico e che scatenano pensieri, ricordi e sensazioni sgradevoli.

D. Alterazioni nel pensiero o nell’umore che iniziano o peggiorano a seguito dell’evento traumatico. Per soddisfare il criterio sono necessari almeno due sintomi tra questi indicati:

  1. Incapacità a ricordare un aspetto importante dell’evento traumatico.
  2. Pensieri e credenze esageratamente negative e persistenti che riguardano se stessi, gli altri e il mondo.
  3. Persistenti cognizioni distorte sulle cause e le conseguenze dell’evento traumatico che portano l’individuo ad incolparsi dell’accaduto.
  4. Uno stato emotivo negativo persistente (ad es. costante sensazione di colpa, vergogna, ansia, terrore)
  5. Marcata diminuzione di interessi e partecipazione alle attività quotidiane
  6. Sensazione di distacco o straniamento dagli altri.
  7. Persistente incapacità a sentire emozioni positive

E. Marcate alterazioni nell’arousal e nella reattività associati all’evento traumatico che iniziano o peggiorano dopo l’evento traumatico. Sono necessari almeno due dei seguenti sintomi:

  1. Umore irritabile e scatti di rabbia espressi con aggressioni verbali o fisiche verso oggetti o persone
  2. Comportamenti spericolati o auto-distruttivi
  3. Ipervigilanza
  4. Reazioni di trasalimento esagerate
  5. Problemi di concentrazione
  6. Disturbi del sonno

F. Tutti i criteri (A, B, C, D ed E) devono essere presenti da almeno un mese.

G. Il disturbo deve causare un significativo disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo in altre importanti aree del funzionamento.

H. Il disturbo non è attribuibile all’uso di sostanze o farmaci o altra condizione medica

Inoltre la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico può essere meglio specificata se sono presenti depersonalizzazione e derealizzazione. La depersonalizzazione è la costante sensazione di non essere in contatto con se stessi, come se ci si guardasse da fuori (ad esempio avere un alterato senso del sè o del proprio corpo). La derealizzazione invece è la sensazione di irrealtà del mondo circostante, come se la realtà fosse irreale, distante o distorta.

La cura del trauma

La strategia di elezione per il trattamento dei traumi psicologici è la psicoterapia. In particolare la terza generazione di psicoterapie cognitivo comportamentali ha fatto enormi passi avanti nel trattamento dei traumi e ad oggi sono considerate terapie di elezione di fronte a questi particolari disturbi. Oltre alle psicoterapie di terza generazione è importante ricordare l’EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing), un metodo psicoterapico strutturato che facilità l’elaborazione dell’evento traumatico attraverso particolari tecniche interattive. Ovviamente si raccomanda sempre una prima visita presso un medico psichiatra o specializzato nel trattamento dei traumi per avere un primo inquadramento diagnostico ed un’eventuale terapia farmacologica a supporto del percorso psicoterapeutico. Credo che nel trattamento dei traumi la collaborazione tra medici e psicoterapeuti sia fondamentale.

Cura del disturbo da stress post-traumatico

Diverse sono le strategie che possono essere utilizzate per affrontare e guarire il disturbo da stress post-traumatico. Negli anni sono state tentate numerose strategie di intervento che hanno mostrato buoni risultati. Il primo aspetto da considerare se si riconosce di aver avuto un evento traumatico che sta condizionando la propria vita è quello di chiedere aiuto.

Capita frequentemente infatti che persone si vergognino dei loro sintomi o che cerchino di “fare da sole” e di affrontare un trauma in solitudine. Questo in genere non aiuta, anzi tende a peggiorare la condizione che lentamente può diventare cronica. Una delle cose più importanti da fare è quella di rivolgersi al proprio medico di fiducia oppure ad un medico psichiatra che possa fare una prima diagnosi e valutare se l’intensità dei sintomi richiede un supporto farmacologico oppure no.

Secondariamente si può iniziare un percorso di psicoterapia con uno psicoterapeuta. In genere psicoterapeuti specializzati in psicotraumatologia utilizzano, oltre al colloquio clinico, anche test psicometrici per valutare la presenza o meno di un trama psicologico e del PTSD.

Una delle strategie di elezione per il trattamento dei traumi è l’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, una particolare tecnica di trattamento che facilità l’elaborazione dei traumi da parte dei pazienti, sfruttando stimolazioni bilaterali. L’EMDR però è solo una delle tante tecniche che si stanno sviluppando per il trattamento dei traumi. Ciò che più conta è iniziare un percorso di cura, affidarsi a professionisti competenti e lasciarsi guidare da mani esperte.

Iniziare un percorso terapeutico per il disturbo da stress post-traumatico

Presso il nostro ambulatorio è possibile iniziare un percorso di trattamento per il disturbo da stress post-traumatico con uno dei nostri terapeuti esperti di psicotraumatologia. Per accedere al nostro percorso terapeutico è necessario effettuare una prima visita medica presso il nostro ambulatorio, visita che può essere fatta in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale oppure a pagamento. Dopo la prima visita medica, qualora si riscontri la necessità di un trattamento, ai pazienti vengono somministrati test psico-diagnostici per inquadrare il paziente e poter monitorare l’efficacia della terapia.

In seguito vengono indirizzati verso uno dei nostri professionisti per iniziare un percorso di psicoterapia individuale che possa intervenire non solo sull’evento traumatico, ma più in generale sulla qualità di vita del paziente.

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Disturbo da stress post-traumatico. Sintomi, cura e diagnosi del DSM-5
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Disturbo da stress post-traumatico. Sintomi, cura e diagnosi del DSM-5
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Il disturbo da stress post traumatico (PTSD) è un disturbo psicologico collegato ad un trauma o evento di vita particolarmente avverso.
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Ospedale Maria Luigia
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DISTURBO DA STRESS POST-TRAUMATICO (PTSD). DIAGNOSI, SINTOMI E CURA ultima modifica: 2018-10-04T11:43:27+00:00 da Paolo Artoni
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