LA COMPASSIONE NEL LAVORO CLINICO E PSICOTERAPEUTICO

LA COMPASSIONE NEL LAVORO CLINICO E PSICOTERAPEUTICO

Come imparare ad accettarsi? Come sviluppare un atteggiamento non giudicante verso se stessi e le cose che non ci piacciono? La risposta è “facendo esperienza dell’essere gentili e amorevoli con noi stessi”. Detta così può risultare per alcuni versi banale, ma è esperienza di tutti che stare davanti ai propri limiti in modo non giudicante è oltremodo difficile. Molti lo dicono “sono io il peggior critico di me stesse” e per tante persone è vero. Sono in grado di mostrarsi accoglienti con gli altri ma sono molto esigenti e ipercritiche con se stesse. Nella psicologia clinica e nella psicoterapia molte pratiche stanno scoprendo l’importanza di sviluppare un atteggiamento benevolo verso se stessi per favorire i processi di accettazione. Tra gli approcci psicologici più famosi troviamo la Compassion Focused Therapy e la Mindful Self Compassion.

Accettazione di sè

Accettarsi con amorevolezza e gentilezza è molto importante” spiega la dott.ssa Faietti, psicologo e psicoterapeuta “ed è fondamentale per il nostro benessere psicologico. Tante volte infatti siamo noi i primi nemici di noi stessi. Siamo portati a criticarci molto, ad essere inflessibili e pretendere molto da noi. Questo però non ci aiuta a vivere in modo armonico anzi…a fronte di un fallimento (e chi non ne incontra nella sua vita) possiamo sperimentare emozioni negative, come vergogna, rabbia o senso di colpa, e possiamo sviluppare un atteggiamento ipercritico verso noi stessi.”

“Ma queste modalità ipercritiche e punitive non funzionano a recuperare benessere, buon umore, o anche solo andare oltre gli eventuali errori commessi”. Risulta così fondamentale il processo di “accettazione”. “Accettarsi è sicuramente importante per mantenere una buona salute psicologica” prosegue la dott.ssa Faietti “ma non così semplice”.

Accettare i propri limiti non significa mortificare i nostri sforzi per migliorare

“Accettare se stessi, i propri limiti e anche i limiti degli altri però non significa mortificare i nostri sforzi per migliorarci.” Accettarsi significa imparare che, per stare bene con se stessi e con gli altri, è necessario imparare a cambiare il modo con cui guardiamo alle nostre difficoltà. Non più occasioni per criticarci o massacrarci, ma occasioni per sviluppare uno sguardo nuovo, più amorevole verso di noi (e verso anche gli altri).”

Quando coltiviamo l’amorevolezza verso di noi, piano piano impariamo ad accoglierci nei nostri difetti, sopportarci nei lati del carattere che non ci piacciono, volerci bene la dove ci sentiamo meno amabili. In una parola, sviluppare un atteggiamento compassionevole.

Cosa significa “compassione”

“Compassione” è una parola densa di significato. La sua forte presenza nel linguaggio quotidiano ha portato probabilmente a un progressivo allontanamento da quello che era il suo significato originario (cum patiri, soffrire insieme) fino ad indicare un atteggiamento di commiserazione, di giudizio.

“Ma cos’è la compassione di cui si parla in psicoterapia?” prosegue la dott.ssa Faietti “Quando si parla di compassione si fa riferimento ad una predisposizione a guardare sé stessi e gli altri con un atteggiamento di accoglienza, cura e gentilezza. Un atteggiamento compassionevole di fronte a sé e alle proprie vulnerabilità, punta principalmente a scardinare abitudini di pensiero autocritico. Accettarsi significa sviluppare un nuovo modo di prendersi cura di sè e di volersi bene.”

Negli ultimi anni il tema della compassione, intesa proprio come amorevolezza verso se stessi e gli altri, è diventato sempre più centrale all’interno delle psicoterapie di terza generazione. Tra queste le più famose sono due:

  • la compassion focused therapy
  • la mindfuln self-compassion

La Compassion Focused Therapy

La compassion focused therapy (CFT) è un approccio psicoterapeutico di terza generazione sviluppato da Paul Gilbert professore di Psicologia Clinica all’Università di Derby in Gran Bretagna. La compassion focused therapy si concentra sul concetto di compassione ed è particolarmente indicata per poter affrontare:

  • senso di colpa,
  • eccessiva autocritica;
  • senso di vergogna;

Per Gilbert la compassione è una particolare sensibilità verso la sofferenza in noi stessi e negli altri, che porta ad un atteggiamento di cura e comprensione per le nostre parti fragili, per i nostri insuccessi e per i nostri vissuti di trascuratezza e abuso.

Attraverso la pratica della compassione si sviluppa un atteggiamento accogliente e non-giudicante verso se stessi, potenziando la nostra capacità di accettarci. Accanto a questa sensibilità, la Compassion Focused Therapy punta a coltivare comportamenti orientati ad alleviare e prevenire la sofferenza.

La compassione viene infatti definita come un’importante attestazione di forza e coraggio, di desiderio e impegno ad alleviare la sofferenza. Connettersi con la compassione verso se stessi e gli altri facilita l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, favorendo calma, sicurezza, appagamento, capacità di accettarsi e, nel complesso, una migliore gestione dello stress. Secondo Gilbert la compassione può essere vista come un insieme di capacità che svolgono una funzione significativa nei processo di “guarigione emotiva“. (Gilbert 2003)

La Mindful Self-Compassion

Parallelamente allo sviluppo della Compassion Focused Therapy altri due autori, Kristine Neff e Christopher Germer, hanno sviluppato un approccio terapeutico focalizzato sulla compassione verso se stessi chiamato Mindful Self-Compassion. Per questi autori la self-compassion è un’attitudine che può essere sviluppata e che porta ad affrontare i momenti di sofferenza attivando il sistema calmante, attraverso la pratica della mindfulness e di esercizi esperienziali.

Secondo la Self-Compassion alcuni degli ingredienti cardine per sviluppare un nuovo atteggiamento verso se stessi sono:

  • La consapevolezza nei confronti dei propri vissuti, delle proprie esperienze interne aiuta ad accettarsi riducendo o eliminando il giudizio.
  • La connessione con gli altri esseri umani e con l’universalità della sofferenza.
  • Un atteggiamento gentile nei confronti di se stessi.

Kristine Neff invita a trattare noi stessi come tratteremmo un buon amico, offrendo a noi stessi uguale gentilezza a cura. Secondo Neff e Germer la self-compassion è in grado di aumentare la resilienza e la capacità di fronteggiare situazioni dolorose. Accettarsi quindi diventa un modo per manifestare amorevolezza e perdono verso se stessi, per poter essere più autentici e forti di fronte a sé e nella relazione con gli altri.

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LA COMPASSIONE NEL LAVORO CLINICO E PSICOTERAPEUTICO ultima modifica: 2020-05-26T12:26:13+00:00 da Paolo Artoni
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Accettazione di sè, compassione e gentilezza | Ospedale Maria Luigia
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Accettazione di sè, compassione e gentilezza | Ospedale Maria Luigia
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Accettarsi con compassione e gentilezza. L'importanza di accettare se stessi, i propri limiti e anche quelle degli altri sviluppando la naturale predisposizione dell'uomo alla compassione e alla gentilezza. Il corso dell'Equipe Leaves per imparare ad accettarsi
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Leaves Psicologia Applicata
Ospedale Maria Luigia
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