CONOSCERE LE NOSTRE EMOZIONI – NICE TO MEET YOU

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Conoscere le nostre emozioni è il primo passo per poter imparare a gestirle. Per questo nasce il percorso “Nice to Meet You” promosso dal Centro Mindfulness  e dall’equipe Me.Te Il percorso di tre serate per imparare a conoscere e gestire le nostre emozioni, anche le più sgradevoli, come paura, rabbia e tristezza. Il percorso si svolgerà il 5, 12 e 19 dicembre dalle 19.30 alle 21.00 presso il Centro Mindfulness del poliambulatorio Maria Luigia ed è condotto dalla dott.ssa Debora Scorpiniti e dalla dott.ssa Francesca Cagnolati; attraverso esercizi esperienziali e contributi teorici sui più aggiornati sviluppi della psicologia clinica e della psicoterapia, il percorso punta ad aiutare i partecipanti a sviluppare un approccio nuovo e diverso verso le proprie emozioni: Conoscere le nostre emozioni: nice to meet you!

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Le nostre emozioni

Se qualcuno dovesse chiederci, di punto in bianco, cosa sono le emozioni, che risposte potremmo dare? Moltissime, sicuramente, eppure in qualche modo sempre insufficienti. Le emozioni sono fenomeni complessi, che coinvolgono la nostra percezione di ciò che deriva dall’ambiente esterno e dall’interazione con gli altri. Inoltre le emozioni sono collegate a ciò che percepiamo e dall’interno, sia le sensazioni fisiche del nostro corpo, sia diversi aspetti della nostra attività mentale: pensieri, fantasie, ricordi.

Gli aspetti più privati, che riguardano la nostra esperienza mentale legata alle emozioni, sono fatti di parole, immagini, ricordi di situazioni specifiche. Potremmo provare a descrivere quelle.

Molto più facilmente, se qualcuno ci chiedesse di spiegare cosa sono le emozioni, saremmo portati a descriverle attraverso gli effetti corporei visibili, che hanno su di noi e sul nostro comportamento. Avete mai sentito dire che qualcuno è “rosso di rabbia”? O “sta tremando dalla paura”? O ancora, che qualcuno è “rimasto a bocca aperta” dallo stupore?

Altre volte ancora, utilizziamo delle immagini e similitudini un po’ più fantasiose, come se la parola che descrive un’emozione, da sola, non bastasse: allora usiamo Felice come una Pasqua. Fumare dalla rabbia. Paralizzato dalla paura. Queste descrizioni, se considerate a livello letterale, suonano assurde o insensate, eppure sono ampiamente condivise e comprese.

Lo studio scientifico delle emozioni

Anche la scienza ha provato a studiare le emozioni da molti punti di vista: cosa sono esattamente le emozioni e da dove vengono? Sono già dentro di noi? Oppure le abbiamo imparate a seconda di chi ci circonda, dalla nostra cultura e dalla nostra società?

Uno dei più noti studiosi delle emozioni, Paul Elkman, è giunto alla conclusione che ne esistono sei di fondamentali che, come ha dimostrato attraverso studi in popolazioni molto diverse tra di loro, sono spesso accomunate da espressioni facciali che sono costanti, a prescindere dalla cultura di appartenenza. Le sei emozioni di base da lui individuate sono:

  • felicità
  • tristezza
  • rabbia
  • paura
  • disgusto
  • sorpresa.

Il tema delle emozioni è sicuramente un argomento complesso ed affascinante, che incuriosisce; in qualche modo ci rendiamo conto che le emozioni hanno un po’ a che vedere con tutto quello che ci succede: influenzano la capacità di apprendimento e memoria, l’attenzione, la motivazione, interagiscono in modo complesso con aspetti biologici importantissimi come la fame e il sonno etc.

Conoscere le nostre emozioni

A prescindere dalle etichette che vogliamo usare per descrivere e definirle, spesso siamo abituati a dare le emozioni per scontate, tranne quando diventano “problematiche” e ci creano disagio nella vita di tutti i giorni. È in queste occasioni che ci ritroviamo a lottare con quello che stiamo provando. In particolare alcune di queste emozioni siamo portati a considerarle “sbagliate” oppure ci sentiamo sbagliati noi nel provarle e non vorremmo averle.

La paura

Le emozioni sgradevoli sono ovviamente poco piacevoli da sentire, ma spesso riescono anche ad influenzare e condizionare il nostro comportamento. Ad esempio, quando proviamo una paura intensa, possiamo sentirci bloccati e fermi e questo limita quello che siamo in grado di fare. Possiamo sentirci bloccati, come il gatto che attraversa la strada e che viene illuminato dai fanali.

Possiamo inoltre evitare di fare qualcosa per paura di provare la paura. Sembra un gioco di parole eppure è così. Ad esempio, per lavoro, potrebbero chiederci di parlare in pubblico…alcuni rifiutano…si sentono bloccati dalla paura di avere paura di parlare in pubblico. Di fatto…rinunciano per non provare paura.

La rabbia e la tristezza

Anche la rabbia è sicuramente un’emozione non particolarmente gradevole. Prepara il nostro corpo alla difesa o all’attacco verso qualcosa che ci genera frustrazione. E spesso ci può portare a comportarci in modo impulsivo, a dire o fare cose che a mente fredda non faremmo. Insomma ci porterebbe a sentirci ancora peggio per come ci siamo comportati.

Anche la tristezza, soprattutto quando diventa intensa, ci rallenta. Come una coperta troppo pesante da sollevare, che ci toglie le energie e la voglia di fare. Anche la tristezza è sicuramente un’emozione che tutti conoscono eppure non cosi semplice da sopportare.

Come rapportarsi con le emozioni

Non siamo abituati a prestare attenzione alle nostre emozioni, viviamo spesso senza renderci conto di loro. Finché non succede che iniziano a disturbarci, come ospiti indesiderati, facendosi sentire in modo molto intenso.

Secondo il modello dell’Acceptance and Commitment Therapy, non possiamo distinguere le emozioni tra quelle buone e quelle cattive o tra quelle giuste e quelle sbagliate. Tutte le emozioni, anche le più sgradevoli, ci sono per un motivo e sono tutte quante egualmente importanti per noi esseri umani.

Certo, non possiamo negare che provare alcune emozioni sia piacevole (ad esempio sorpresa o gioia) e altre sia spiacevole (ad esempio paura o tristezza). Ma non possiamo scegliere noi quali sentire e quali no. Eppure a volte cerchiamo di sopprimere le emozioni negative. Di non sentirle, di schiacciarle sotto al tappeto.

Evitare le emozioni difficili non funziona

Quel che succede in questi casi è che queste strategie non funzionano mai veramente: possono servire per un po’, ma rivelarsi inefficaci sul lungo periodo, oppure darci un’illusione di controllo in un primo momento che si sgretola successivamente in altre circostanze.

È quello che succede, ad esempio, quando si ritiene la rabbia inaccettabile e ci si sforza di non esprimerla, con una sensazione di accumulo, fino a sentirsi scoppiare. Come se l’emozione diventasse più forte di noi e impossibile da controllare. Oppure quando si cerca di evitare qualcosa che ci fa paura, ma quell’emozione diventa sempre più forte e limita sempre di più quello che siamo in grado di fare. Mentre cerchiamo di scappare alla paura, non stiamo più vivendo la nostra vita.

In questa prospettiva terapeutica e filosofica, spesso la radice comune di molti nostri problemi deriva proprio dalla lotta che mettiamo in atto con le emozioni difficili.

Conoscere le emozioni

Secondo l’ACT l’approccio migliore alla gestione delle emozioni è così riassunto: “accogli, scegli, e passa all’azione”.

Il primo passo è quello di prendere consapevolezza, abbandonare la lotta che facciamo ogni giorno per tenere alla larga le emozioni difficili, e cercare invece di accoglierle con curiosità. Accettare, non perché ci viene chiesto di rassegnarci e soffrire ma perché quella lotta ci sta già costando qualcosa, ci impedisce di vivere la vita che vorremmo. Gli esercizi esperienziali ci guidano in questo processo, nel trovare nuovi modi di stare con le nostre emozioni invece che fuggire o sopprimerle.

Quando possiamo trovare questa disponibilità verso le nostre emozioni, comprese quelle difficili, impariamo a ri-conoscerle, a non darle più per scontate.

Fare spazio alle emozioni ci permette di scegliere come vogliamo comportarci, anziché reagire in automatico a ciò che stiamo provando. In questo senso, passare all’azione significa non essere più paralizzati da quello che ci succede o troppo impegnati a fare il “braccio di ferro”, ma “sganciarsi” da questo conflitto e dirigersi invece nella direzione di ciò che conta veramente per noi.  Ecco perché, “Conoscere le nostre emozioni” è la chiave di lettura di nuova prospettiva che ci insegna come, anche quando stiamo male, possiamo scegliere ciò che per noi è davvero importante.

Conoscere le emozioni – Nice to meet you

Il percorso “Nice to Meet You” è aperto a tutti ma soprattutto a coloro che fanno fatica con alcune emozioni difficili. Il percorso si articolerà in tre serate e aiuterà i partecipanti, attraverso un percorso esperienziale, a prendere contatto, accogliere e fare spazio a tutte le emozioni, anche quelle più difficili. Sarà un momento di apprendimento, di conoscenza, di ri-conoscenza proprio per andare verso una vita più piena e ricca e orientata ai propri valori personali. Il percorso inizierà giovedi 5 dicembre e si articolerà per tre lunedì di fila. Il percorso sarà condotto dalla dott.ssa Debora Scorpiniti e dalla dott.ssa Francesca Cagnolati.

Il percorso in 3 incontri

Conduttori:

  • dott.ssa Francesca Cagnolati
  • dott.ssa Debora Scorpini

Data: 5, 12, 19 dicembre 2019 h19.30-21.00

Costo del percorso: 75€

Sconto studenti (under 30): 50€

Per partecipare è necessaria l’iscrizione.

Iscriviti al percorso “Nice to Meet You – Conoscere le nostre emozioni”

Compila il modulo con i tuoi dati per iscriverti al percorso “Nice to Meet You – Conoscere le nostre emozioni”. Ti arriverà una mail per confermare la tua partecipazione. Ti ricordiamo che è possibile dare disdetta del percorso fino a 24 ore prima dell’inizio del percorso.

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Dove siamo

Il percorso “Nice to Meet You – Conoscere le nostre emozioni” si svolgerà presso il poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia, a Monticelli Terme (PR) in via Montepelato Nord, 41.

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