COMBATTERE L’ANSIA SMETTENDO DI COMBATTERLA. “UNA BOCCATA D’ANSIA”

COMBATTERE L’ANSIA SMETTENDO DI COMBATTERLA. “UNA BOCCATA D’ANSIA”
Tempo di lettura 5 minuti

Come combattere l’ansia? Smettendo di combatterla! E’ questo il tema centrale del percorso “Una boccata d’ansia” promosso dal Centro Mindfulness dell’Ospedale Maria Luigia. Data la grande richiesta il percorso partirà sdoppiato. Un primo corso inizierà il 29 aprile e impegnerà le serate del 6, 13 e 20 maggio. Il secondo percorso si svolgerà giovedì 2, 7, 13 e 20 maggio. Tutti i percorsi si svolgeranno dalle 19.30 alle 21.00 presso il Centro Mindfulness dell’Ospedale Maria Luigia. Il percorso aperto a tutti ma soprattutto a coloro che fanno fatica con l’ansia e vogliono sperimentare nuovi modi di gestirla. 

Una boccata d’ansia” è un ciclo di 4 incontri a cadenza settimanale condotti dalla dott.ssa Francesca Cagnolati e dal dott. Daniele Pellegrino. Il percorso, attraverso gli strumenti forniti dall’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) e dalla Compassion Focused Therapy, vuole aiutare tutti coloro che lo desiderano a sperimentare, fin da subito, strategie nuove di gestione dell’ansia.

Ansia: cos’è e a cosa serve

Provare ansia è un’esperienza normale, umana e fisiologica, fondamentale per l’essere umano; essa svolge, infatti, diverse funzioni importanti per noi. Livelli normali o moderati di ansia ci permettono ad esempio di arrivare puntuali al lavoro, prepararci ad un esame o ad un colloquio, affrontare una partita, occuparci di quello che riteniamo importante.

Persino un’ansia molto forte può fungere da importante meccanismo di difesa: se pensiamo ai nostri antenati, milioni di anni fa, in un mondo preistorico nel quale erano presenti molti pericoli che minacciavano la sopravvivenza della specie, era fondamentale stare all’erta per individuare ogni piccolo segnale che potesse rappresentare un pericolo.

Ansia: fondamentale per la sopravvivenza

Alla luce della storia evolutiva della nostra specie, possiamo quindi affermare che l’ansia in passato ha salvato i nostri progenitori, per cui se la nostra specie è arrivata fino ad oggi il merito è anche di questa sensazione primordiale e istintiva di difesa e di anticipazione del pericolo.

Oggi per fortuna non siamo più esposti al rischio di essere assaliti da tigri affamate in ogni angolo! Ma i pericoli sono cambiati, evolvendosi, e la stessa reazione di ansia che si attivava nei nostri primitivi antenati, si presenta ora in noi per stimoli diversi. Per esempio quando vediamo un auto procedere verso di noi ad alta velocità o, più in generale, quando la nostra mente percepisce un pericolo.

In questa situazione proveremo una serie di reazioni psichiche e fisiologiche naturali, che chiamiamo ansia, e che ci porteranno a sperimentare una sensazione spiacevole di pericolo e agitazione. Possiamo osservare:

  • Aumento di frequenza cardiaca,
  • Aumento della pressione arteriosa,
  • Sudorazione (i sudori freddi);
  • Aumento della frequenza del respiro;
  • Sangue deviato verso i muscoli (i muscoli diventano tesi e pronti all’azione);
  • Diminuzione della produzione di saliva (bocca secca);
  • Rallentamento della digestione;

Ansia: la risposta attacco/fuga

Tutto ciò avviene perché si attiva la risposta di attacco/fuga: o affronto la situazione ansiogena oppure ne scappo. Ad esempio se una macchina ci sta venendo contro, scattare il più velocemente possibile dall’altra parte della strada costituisce l’azione più efficace in quel momento. In quei brevi e concitati attimi, il nostro corpo si è come “risvegliato” e ha avuto, in modo del tutto automatico, una risposta di difesa. L’ansia ci difende e ci consente di sopravvivere: senza pensare coscientemente di metterci in salvo, la reazione di attacco/fuga si attiva in modo spontaneo e rapidissimo.

A complicare la matassa sull’ansia inoltre subentra l’evoluzione delle nostre capacità cerebrali (di pensiero, memoria, apprendimento…). Siamo infatti maggiormente in grado, rispetto ai nostri antenati, di fare previsioni sul futuro (anche se spesso un po’ catastrofiche). Se questa capacità di pensarci nel futuro ci ha consentito di arrivare sulla Luna da una parte, dall’altra ci porta a vivere maggiori preoccupazioni, portandoci così a rimuginare e ad attivare il sistema dell’ansia anche quando il pericolo non è presente di fronte a noi. Con la sola capacità immaginativa siamo in grado di portare il nostro corpo e la nostra mente ad agire “come se” fossimo davvero minacciati dalle tigri affamate!

Per questo è importante imparare a conoscere e gestire l’ansia, per non lasciare che sia lei a governare la nostra vita. Ma in definitiva: come combattere l’ansia?

Combattere l’ansia smettendo di combatterla

Può sembrare un paradosso eppure funziona così: per combattere l’ansia dobbiamo smettere di combatterla. L’ansia non è certamente un’emozione piacevole, e nonostante sia un fenomeno naturale e spesso utile, a volte prende troppo spazio nella nostra vita. Diventando eccessiva, fastidiosa, quasi ingestibile, l’ansia rischia di bloccarci o di limitare le nostre attività quotidiane, fino ad impedirci di vivere la vita che desideriamo vivere.

Essendo un’emozione sgradevole cerchiamo di combattere l’ansia evitando luoghi, persone e situazioni. D’altro lato a questo serve l’ansia…a preparare il nostro corpo a scappare, a evitare, a fuggire un pericolo che sentiamo come troppo grande per noi. Il problema però è che evitando…evitando…evitando…riduciamo sempre più la vita e le sue possibilità (ad esempio non presentandosi ad un esame o ad un colloquio, evitando situazioni non conosciute, fino a non uscire di casa).

Evitare si rivela utile a combattere l’ansia nel breve periodo, ma nel lungo periodo ci porta a peggiorare la situazione. Infatti ciò che ci faceva prima ci fa sempre più paura, iniziamo ad avere paura della paura e così facendo è l’ansia che prende il controllo della nostra vita. Il nostro tentativo di combattere l’ansia diventa il problema!

“Una boccata d’ansia”. Un percorso per combattere l’ansia non combattendola

Il percorso psicologico “Una boccata d’ansia” promosso dal Centro Mindfulness dell’Ospedale Maria Luigia è pensato per coloro che fanno fatica con l’ansia. Magari qualcuno che è tanto che sta scappando che non sa quasi più da cosa. Magari qualcuno che ha visto la sua vita ridursi nel vano tentativo di combattere l’ansia.

Rifacendosi agli approcci dell’Acceptance and Commitment Therapy e della Compassion Focused Therapy il percorso “Una boccata d’ansia” è pensato proprio per fornire strumenti utili per cambiare modo di combattere l’ansia. Per vederla non più come un nemico da combattere ma come il segnale che ci si sta muovendo verso una vita più consapevole e orientata verso le cose per noi importanti. Una vita completa…anche con un po’ di ansia.

Il percorso prevede un’alternanza di momenti teorici ed esercizi esperienziali, in modo da fornire ai partecipanti strumenti utili per sperimentare fin da subito le strategie proposte. Attraverso la Mindfulness e l’attenzione consapevole verso il nostro respiro, possiamo imparare ad accogliere e sperimentare la nostra ansia, lasciando il controllo ed osservandola con curiosità, sviluppando un atteggiamento di piena consapevolezza del momento presente. Possiamo così imparare a riprendere il controllo della nostra vita, scegliendo invece di agire sui nostri comportamenti.

“Combattere l’ansia” con l’ACT e la Compassion Focused Therapy

L’approccio proposto nel percorso “Una boccata d’ansia” punta ad insegnare ai partecipanti a combattere l’ansia non combattendola. Il percorso è ispirato alle recenti scoperte della terza generazione delle psicoterapie cognitivo comportamentali.

L’ACT è uno degli approcci psicoterapeutici cognitivo comportamentali di ultima generazione e fa largo uso di esercizi esperienziali ed esercizi di mindfulness per una migliore gestione delle emozioni. Secondo l’ACT la sofferenza psicologica non è legata tanto alle emozioni considerate “negative”, ma ai nostri tentativi di evitarle, di non sentirle, di allontanarci da esse.

La Compassion Focused Therapy, in particolare con il costrutto della “Self-compassion” si riferisce invece alla capacità di trattare i propri problemi personali, i sentimenti di inadeguatezza e sofferenza con un senso di calore, connessione ed equilibrio.

Una boccata d’ansia. Iscriviti

Per imparare nuovi modi di gestire l’ansia il Centro Mindfulness dell’Ospedale Maria Luigia propone il ciclo di serate “Una Boccata d’Ansia”. Il percorso, tenuto dalla dott.ssa Cagnolati e dal dott. Pellegrino, si svolgerà nell’arco di 4 serate a partire da lunedì 29 aprile dalle 19.30 alle 21.00. Le serate si svolgeranno presso il Centro Mindfulness dell’Ospedale Maria Luigia a Monticelli Terme, Parma.

Una Boccata d’Ansia

Conduttori:

  • dott.ssa Francesca Cagnolati
  • dott. Daniele Pellegrino

Incontri:

  • lunedì 29 aprile, 6, 13 e 20 maggio 2019 [max 10 partecipanti] completo
  • giovedì 2, 9, 16 e 23 maggio 2019 [max 10 partecipanti]

Costo complessivo100€ 

Sconto: studenti (under 30): 70€

Compila il modulo con i tuoi dati per iscriverti al percorso "Una boccata d'ansia". Ti arriverà una mail per confermare la tua partecipazione. Ti ricordiamo che è possibile dare disdetta del percorso fino a 24 ore prima dell’inizio.

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l corso “Una boccata d’ansia” si svolgerà presso il poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia, a Monticelli Terme (PR) in via Montepelato Nord, 41.

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Combattere l'ansia smettendo di combatterla. Una boccata d'ansia
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Combattere l'ansia smettendo di combatterla. Una boccata d'ansia
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Combattere l'ansia smettendo di combatterla. Il percorso per imparare a gestire l'ansia smettendo di evitarla, al poliambulatorio dell'Ospe..
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