DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO DI PERSONALITÀ. SINTOMI, CAUSE E CURA

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (DOCP) è un disturbo di personalità del Cluster C caratterizzato da un pattern pervasivo di perfezionismo, ordine e bisogno di controllo, mantenuto a spese della flessibilità e dell’apertura (APA, 2022). A differenza del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), nel DOCP questi tratti sono in genere vissuti come coerenti con il proprio modo di essere. In questo articolo vediamo che cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, quanto è diffuso, i sintomi, i criteri diagnostici, le cause, la differenza con il DOC, come si cura e la prognosi.
Che cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è un disturbo di personalità appartenente al Cluster C, quello caratterizzato da ansia e timore. Chi ne è interessato presenta una preoccupazione costante per l’ordine, le regole, i dettagli e l’organizzazione, insieme a un bisogno di controllo su di sé e sull’ambiente che limita la spontaneità e l’adattabilità (APA, 2022).
Un elemento che distingue questo disturbo da molti altri è il modo in cui la persona vive i propri tratti. Nel DOCP perfezionismo, rigidità e meticolosità tendono a essere percepiti come ragionevoli e coerenti con la propria identità, e per questo raramente vengono messi in discussione. Si tratta di uno schema stabile e duraturo, che esordisce entro la prima età adulta e si manifesta in diversi contesti di vita (APA, 2022), dal lavoro alle relazioni, dove si associa a una compromissione almeno moderata del funzionamento psicosociale (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Quanto è diffuso il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è tra i disturbi di personalità più diffusi nella popolazione generale. Nei paesi occidentali è il disturbo di personalità con la prevalenza più elevata, pari in media al 4,3% (Volkert et al., 2018), a fronte di una prevalenza di circa il 12% per l’insieme dei disturbi di personalità.
Negli Stati Uniti la prevalenza nell’arco della vita è stata stimata al 7,8%, con valori sostanzialmente uguali negli uomini e nelle donne e una frequenza minore nei giovani adulti (Grant et al., 2012). Nei servizi ambulatoriali di salute mentale il disturbo è ancora più rappresentato, con stime che in alcuni casi superano il 25% (Ansell et al., 2010). Nel tempo si associa a un rischio aumentato di sviluppare disturbi d’ansia, come disturbo di panico, ansia generalizzata e agorafobia (Ansell et al., 2011), oltre che a disturbi dell’umore (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
I sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ruotano attorno a perfezionismo, ordine, controllo e rigidità, presenti in modo pervasivo e stabile nel tempo. I tratti che compongono il disturbo si raggruppano in due dimensioni principali (Riddle et al., 2016):
- una dimensione di ordine e controllo, che comprende perfezionismo, dedizione al lavoro, scrupolosità, difficoltà a delegare e rigidità;
- una dimensione di accumulo e indecisione, legata alla difficoltà a gettare gli oggetti e all’incertezza nelle decisioni.
Perfezionismo e preoccupazione per i dettagli
Il perfezionismo è il tratto centrale del disturbo. La persona stabilisce standard talmente elevati da rendere difficile portare a termine ciò che inizia, e dedica gran parte delle energie a liste, regole, ordine e organizzazione, fino a perdere di vista lo scopo dell’attività (APA, 2022). Questa ricerca di accuratezza, unita a una marcata scrupolosità, finisce spesso per rallentare il lavoro anziché migliorarlo.
Bisogno di controllo, rigidità e difficoltà a delegare
Un secondo gruppo di sintomi riguarda il bisogno di controllo. Chi ha il disturbo tende a essere rigido e testardo, mostra una coscienziosità eccessiva e una scarsa flessibilità in materia di moralità, etica e valori, ed è riluttante a delegare i compiti, a meno che gli altri non si adeguino esattamente al proprio modo di fare le cose (APA, 2022). Proprio perché questi tratti non sono vissuti come non funzionali, la consapevolezza del problema tende a essere limitata (Riddle et al., 2016).
Dedizione al lavoro e impatto sulle relazioni
Il terzo aspetto è l’eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, portata avanti fino a escludere il tempo libero e le amicizie (APA, 2022). A questa si aggiungono spesso una tendenza all’avarizia nello spendere e la difficoltà a liberarsi di oggetti privi di valore.
Sul piano relazionale, la rigidità e l’insistenza sul proprio modo di fare possono generare tensioni in famiglia e sul lavoro, ed è frequente che la persona arrivi all’attenzione clinica proprio per le conseguenze relazionali o per un disagio dell’umore associato (Diedrich & Voderholzer, 2015).
I criteri diagnostici del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità secondo il DSM-5-TR
La diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si basa sui criteri del DSM-5-TR e richiede la presenza di almeno quattro degli otto tratti seguenti, in un quadro pervasivo che esordisce entro la prima età adulta (APA, 2022):
- preoccupazione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine e l’organizzazione, al punto da perdere di vista lo scopo dell’attività;
- perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti;
- eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino a escludere svago e amicizie;
- eccessiva coscienziosità e inflessibilità in materia di moralità, etica o valori;
- incapacità di gettare oggetti consumati o privi di valore;
- riluttanza a delegare compiti, salvo che gli altri si adeguino al proprio modo di fare;
- tendenza all’avarizia nello spendere, verso sé e verso gli altri;
- rigidità e testardaggine.
Le cause del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Le cause del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità non sono riconducibili a un solo fattore: il disturbo nasce dall’interazione tra una predisposizione genetica e fattori ambientali. Il contributo genetico è rilevante, con stime di ereditabilità che variano a seconda della metodologia, da circa il 50% fino a valori più alti (Torgersen et al., 2000; Gjerde et al., 2015).
Oltre metà della stabilità dei tratti del disturbo nel tempo, circa il 53%, è attribuibile a fattori genetici, mentre la parte restante dipende da esperienze ambientali individuali (Gjerde et al., 2015).
Sul versante ambientale sono stati ipotizzati uno stile genitoriale ipercontrollante e intrusivo, un’insufficiente accoglienza affettiva e legami di attaccamento problematici, anche se le prove a riguardo restano a oggi limitate (Diedrich & Voderholzer, 2015). Alcuni tratti, inoltre, sembrano riconoscibili già nell’infanzia: gli adulti con il disturbo riferiscono tratti ossessivi infantili più frequentemente rispetto a chi non ne è interessato (Pinto et al., 2015).
Differenza tra disturbo ossessivo-compulsivo di personalità e DOC
La differenza tra disturbo ossessivo-compulsivo di personalità e DOC è che il DOCP è uno stile di personalità globale e pervasivo, mentre il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è definito dalla presenza di vere ossessioni e compulsioni. Nel DOCP i tratti sono in genere egosintonici, cioè vissuti come coerenti con la propria personalità, mentre nel DOC le ossessioni e le compulsioni sono egodistoniche, percepite come estranee e disturbanti (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Nel confronto diretto tra le due condizioni, entrambi i gruppi mostrano comportamenti rigidi e ripetitivi, ma solo chi ha il DOC riferisce vere e proprie ossessioni; chi ha il DOCP tende inoltre a rimandare in modo eccessivo le ricompense, un tratto legato al perfezionismo e alla rigidità (Pinto et al., 2014). I due disturbi non si escludono a vicenda e possono coesistere nella stessa persona (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Differenza tra tratti ossessivi di personalità, DOCP e DOC
Per completare il quadro è utile distinguere il disturbo dai semplici tratti di personalità. Perfezionismo, ordine, scrupolosità e attenzione ai dettagli sono caratteristiche molto diffuse nella popolazione generale e non costituiscono di per sé un disturbo: in molte persone rappresentano uno stile di funzionamento efficace, che favorisce affidabilità, precisione e cura del lavoro. Si parla di disturbo di personalità solo quando questi tratti diventano rigidi e inflessibili, si manifestano in modo pervasivo in situazioni diverse, restano stabili nel tempo e comportano un disagio significativo o una compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o relazionale (APA, 2022).
La distinzione si può quindi riassumere su tre livelli. Nei tratti ossessivo-compulsivi di personalità il perfezionismo e il bisogno di ordine sono presenti ma restano flessibili e adattabili al contesto, senza compromettere il funzionamento. Nel DOCP gli stessi tratti diventano rigidi e pervasivi, si associano a una compromissione del funzionamento e sono in genere vissuti come coerenti con il proprio modo di essere. Nel DOC, infine, il quadro non è definito dai tratti di personalità ma dalla presenza di ossessioni e compulsioni, percepite come estranee e disturbanti (APA, 2022; Diedrich & Voderholzer, 2015).
Come si cura il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si affronta con la psicoterapia. Tra gli interventi psicologici, la terapia cognitivo-comportamentale è quella su cui si concentrano le evidenze disponibili (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Una difficoltà tipica riguarda l’accesso alle cure: poiché i tratti sono vissuti come coerenti con il proprio modo di essere, chi ha il disturbo raramente chiede aiuto per il disturbo in sé, e arriva più spesso in terapia per le conseguenze relazionali o per un disagio dell’umore associato.
Il lavoro terapeutico si concentra sull’aumento della flessibilità e sul ridimensionamento del perfezionismo e del bisogno di controllo, e la qualità dell’alleanza costruita nelle prime fasi del percorso è tra gli elementi che si associano a un esito migliore (Diedrich & Voderholzer, 2015). Gli interventi strutturati che affrontano direttamente i tratti del Cluster C, di cui il disturbo fa parte, si associano a una riduzione da media a ampia dei sintomi di personalità (van den End et al., 2024).
Poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia
Presso il poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia è possibile effettuare visite psichiatriche e percorsi di psicoterapia.
Prognosi e decorso del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Il decorso del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è più favorevole di quanto si ritenesse in passato. Pur trattandosi di un disturbo stabile e duraturo, i tratti possono attenuarsi nel tempo: una parte significativa delle persone non soddisfa più i criteri diagnostici dopo circa un anno, con tassi di remissione intorno al 38% nell’arco di due anni (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Allo stesso tempo, la coerenza dei tratti tra una fase di vita e l’altra resta solo moderata, segno che il disturbo non è immutabile (Gjerde et al., 2015). Il disturbo incide però anche sul decorso di altre condizioni: chi ne soffre, dopo la remissione da un episodio di depressione maggiore, tende a ricadere più rapidamente rispetto a chi non ha un disturbo di personalità (Grilo et al., 2010). Il quadro complessivo indica quindi una condizione che tende a persistere se non trattata, ma che può migliorare in misura clinicamente significativa con un percorso psicologico adeguato.
Domande frequenti sul disturbo ossessivo-compulsivo di personalità
Come si comporta una persona con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
Tende a essere perfezionista, ordinata e meticolosa fino all’eccesso, con un forte bisogno di controllo e una marcata rigidità. Si dedica molto al lavoro e ai dettagli, fatica a delegare e a essere flessibile, e vive questi tratti come giusti e ragionevoli, per cui raramente li mette in discussione (APA, 2022; Riddle et al., 2016).
Qual è la differenza tra DOC e disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è uno stile di personalità globale fatto di perfezionismo e controllo, mentre il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è caratterizzato da vere ossessioni e compulsioni vissute come disturbanti. Nel DOCP i tratti sono in genere egosintonici, nel DOC le ossessioni sono egodistoniche; i due disturbi possono comunque coesistere (Diedrich & Voderholzer, 2015; Pinto et al., 2014).
Quali sono le cause del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
Le cause sono multifattoriali. Il contributo genetico è rilevante, mentre tra i fattori ambientali sono stati ipotizzati uno stile genitoriale ipercontrollante e legami di attaccamento problematici, con prove ancora limitate (Torgersen et al., 2000; Gjerde et al., 2015; Diedrich & Voderholzer, 2015).
Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si può curare?
Sì, attraverso la psicoterapia, in particolare con un lavoro sulla flessibilità e sul ridimensionamento del perfezionismo e del bisogno di controllo. Pur essendo un disturbo stabile, i tratti possono attenuarsi nel tempo e una parte significativa delle persone non soddisfa più i criteri diagnostici nell’arco di alcuni mesi (Diedrich & Voderholzer, 2015).
Esiste un test per il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
Non esiste un test che da solo permetta di formulare la diagnosi. Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si diagnostica attraverso una valutazione clinica che verifica i criteri del DSM-5-TR, cioè la presenza di almeno quattro degli otto tratti, la loro pervasività nei diversi contesti di vita e la compromissione del funzionamento (APA, 2022). I questionari online possono al più orientare, ma non sostituiscono il colloquio con uno specialista.
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