DISLESSIA E DSA. CARATTERISTICHE, DIAGNOSI E TRATTAMENTO

DISLESSIA E DSA. CARATTERISTICHE, DIAGNOSI E TRATTAMENTO

La dislessia fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento (detti anche DSA) ed è un disturbo caratterizzato dalla presenza di difficoltà nella lettura che si manifestano con errori frequenti e eccessiva lentezza nel leggere, nonostante il bambino mostri un’intelligenza nella norma. Spesso i primi indicatori della dislessia si osservano con l’inizio delle scuole elementari. Nei casi di dislessia è fondamentale una diagnosi e un intervento precoci, prevenendo così insuccessi scolastici, e favorendo un maggiore senso di autoefficacia e autostima nel bambino.

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Dislessia

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) caratterizzato da una minore correttezza e rapidità della lettura. Il termine dislessia è stato utilizzato per la prima volta da Rudolf Berlin nel 1881 per descrivere il caso di un ragazzo dall’intelligenza normale che però mostrava una grave difficoltà nell’imparare a leggere e scrivere.

Da allora l’attenzione verso la dislessia e i disturbi specifici dell’apprendimento è cresciuta in campo neuropsichiatrico, psicologico e logopedico. Soprattutto negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse anche da parte del legislatore alle problematiche relative ai disturbi specifici dell’apprendimento.

In Italia nell’ottobre del 2010 viene promulgata la legge 170, legge che riconosce pienamente la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento. La legge riconosce inoltre il pieno diritto all’istruzione degli studenti con DSA, garantendo loro appositi provvedimenti “dispensativi e compensativi” al fine di favorire il successo scolastico (dalle scuole elementari fino all’università), la diagnosi precoce, la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi sanitari predisponendo inoltre percorsi riabilitativi adeguati.

Dislessia, la definizione

Nel corso del tempo sono state date numerose definizioni di dislessia. Una delle più accreditate è quella dell’International Dyslessia Association, organizzazione internazionale no-profit che si occupa dello studio, della ricerca e del trattamento della dislessia.

La dislessia è una specifica disabilità dell’apprendimento, di origine neurobiologica. E’ caratterizzata dalla difficoltà a leggere in modo accurato e fluente e da scarse abilità nello spelling e nelle abilità di decodifica. Queste difficoltà sono causate tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che non è in relazione a deficit cognitivi o alla qualità della formazione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere problemi nella comprensione di testi e una ridotta pratica di lettura che può ostacolare la crescita del vocabolario e delle conoscenze di base.

La dislessia non è una malattia, cosi come non lo sono gli altri disturbi specifici dell’apprendimento ma, come indicato dall’Associazione Italiana Dislessia (AID), è una neurodiversità. Per neurodiversità si intende uno sviluppo neurologico non patologico, ma atipico, sottostante alle abilità di lettura, scrittura e calcolo.

La dislessia è una condizione permanente. Nonostante questo, grazie ai moderni approcci di intervento e a metodi di supporto all’apprendimento, i bambini con dislessia possono avere una carriera scolastica di successo e vivere una vita normale.

Caratteristiche della dislessia

Le caratteristiche della dislessia si osservano già dai primi anni di scuola elementare, ossia quando il bambino è chiamato ad apprendere le basi della letto-scrittura. Per questo l’osservazione dei primi segni e caratteristiche della dislessia da parte degli insegnanti, durante le lezioni a scuola, può favorire un riconoscimento precoce del disturbo. Anche per questo in Italia, la legge 170/2010 istituisci percorsi formativi specifici sui DSA per insegnanti, al fine di riconoscere e successivamente aiutare il percorso di bambini con dislessia.

In genere la dislessia si manifesta con una lettura eccessivamente lenta oppure veloce ma contraddistinta da numerosi errori e imprecisioni. Talvolta i bambini dislessici tendono a non comprendere ciò che leggono e devono ripetere più volte la lettura di un brano. Nell’ambiente scolastico frequentemente incontriamo alunni che manifestano difficoltà atipiche negli apprendimenti di base (circa il 20% del totale degli alunni), ma solo una piccola parte (3-4%) di questi avrà un disturbo specifico dell’apprendimento.

E’ importante sottolineare comunque che la dislessia può presentarsi in modalità molto diverse da bambino a bambino. Qui elenchiamo una serie di caratteristiche tipiche della dislessia, anche se non è necessario siano presenti tutte:

  • lentezza nell’apprendere la corrispondenza tra una lettera e il suono
  • apprendimento più veloce attraverso altri canali che non siano la lettura (ad esempio video, audio, sperimentazioni)
  • confusione tra lettere simili (ad esempio m/n, v/f, b/d, a/e).
  • difficoltà nel separare la parola in suoni e a ricostruire la parola dai suoni
  • le capacità di lettura e scrittura sono più basse rispetto a quanto ci si aspetta in base all’intelligenza e alla curiosità
  • rendimento scolastico basso soprattutto nelle prove scritte
  • ripetizione scorretta delle parole lunghe
  • difficoltà a leggere parole isolate non all’interno di una frase
  • la lettura dei testi è lenta e poco fluente
  • fatica a verbalizzare i pensieri
  • fatica a comprendere i testi
  • fatica nel leggere l’ora da un orologio con le lancette
  • le parole o le lettere scritte sembrano muoversi durante la lettura
  • mostra difficoltà nel vestirsi, nell’allacciarsi le scarpe e in molti altri compiti che richiedono abilità finomotorie
  • fatica a indicare la destra e la sinistra
  • fatica nel contare le sillabe di una parola
  • inversione di lettere e numeri (ad esempio “li” al posto di “il” oppure “16” al posto di “61”)

Le difficoltà nell’apprendimento possono essere diverse e diversificate e le modalità attraverso cui si manifesta la dislessia possono differire significativamente da caso a caso. Una diagnosi accurata consente infatti di progettare un trattamento personalizzato e specifico per ogni singolo bambino.

Indicatori precoci della dislessia

Nonostante la maggior parte dei bambini mostri le prime difficoltà con l’inizio delle scuole elementari, alcuni indicatori della dislessia sono osservabili prima dell’età scolare. In genere nella prima infanzia i segni che possono far pensare alla dislessia sono:

  • ritardo o anomalie nello sviluppo del linguaggio
  • confusione tra suoni dentro alle parole
  • difficoltà a suddividere la parola in sillabe
  • fatica a riconoscere parole in rima o dal suono simile
  • il vocabolario del bambino cresce lentamente
  • fatica ad imparare a scrivere il proprio nome

Dislessia e gli altri disturbi specifici dell’apprendimento

Come ricordato precedentemente la dislessia non è l’unico disturbo specifico dell’apprendimento anche se, essendo il disturbo più conosciuto, si tende erroneamente ad utilizzare questo termine facendo riferimento a tutti i DSA.

Ciò che definisce i disturbi specifici dell’apprendimento è la specificità. Ossia il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (la lettura, la scrittura o il calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Nello specifico quindi la dislessia riguarda un disturbo specifico di lettura. Gli altri disturbi (disgrafia, disortografia e discalculia) riguardano altre funzioni specifiche legate alla produzione scritta e alle abilità di calcolo.

  • La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura di natura grafomotoria. Questo disturbo porta ad avere difficoltà nella scrittura delle parole rendendola poco leggibile agli altri e al soggetto stesso.
  • La disortografia è un disturbo specifico della scrittura che porta a commettere numerosi errori ortografici.
  • La discalculia è un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo che rende oltremodo difficoltoso l’apprendimento dei simboli numerici e l’esecuzione di calcoli matematici.

Dilslessia, DSA e comorbilità

Pur interessando abilità diverse, i disturbi specifici dell’apprendimento sopra descritti possono coesistere in una stessa persona. Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia possono infatti presentarsi insieme nello stesso soggetto; questo è definito tecnicamente “comorbilità”.

La comorbilità può essere presente anche tra DSA e altri disturbi del neurosviluppo come ad esempio disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria, ADHD, disturbi da disregolazione dell’umore dirompente, disturbi emotivi e del comportamento e altri.

Dislessia, DSA e problematiche psicologiche

E’ importante ricordare che la dislessia, così come tutti i DSA, non sono causati da problematiche psicologiche, da traumi e problemi del contesto familiare. Le cause dei DSA sono di natura prettamente neurobiologica e non sono causate da particolari stress emotivi del bambino. E’ però importante sottolineare come, se i disturbi specifici dell’apprendimento non sono causati da problematiche psicologiche, al contrario possono provocare sofferenze psicologiche nel bambino.

Per questo, nei servizi che si occupano di dislessia e DSA, è importante curare non solo l’aspetto del trattamento (che è volto a potenziare le capacità di apprendimento del bambino) ma anche l’aspetto psicologico. Infatti è frequente che le difficoltà nell’apprendimento non vengano individuate precocemente e che il bambino sia così esposto a grosse difficoltà nell’apprendimento, a fallimenti in ambito scolastico, con ripercussioni sulla sua autostima e autoefficacia.

Problematiche scolastiche, dislessia e DSA

Può capitare che a scuola, bambini con dislessia, o più in generale con un DSA non diagnosticato, vengano descritti come svogliati. Inoltre è comune che si attribuisca al loro scarso impegno nello studio la causa del mancato apprendimento. In questi casi, oltre al disagio legato alla difficoltà di apprendimento, può comparire un senso di frustrazione e una svalutazione delle proprie capacità personali che crea un circolo vizioso di evitamenti di qualsiasi contesto di apprendimento.

La mancanza di fiducia verso le proprie capacità personali può inoltre, nel tempo, favorire un precoce abbandono scolastico, una forte demotivazione all’apprendimento e favorire la comparsa di problematiche psicologiche come una forte inibizione e isolamento sociale, aggressività, disturbi comportamentali in classe e in alcuni casi sviluppare disturbi d’ansia e depressione.

La diagnosi precoce di un disturbo specifico dell’apprendimento è fondamentale soprattutto dopo l’inizio della scuola primaria. Affrontare un percorso scolastico con tutti gli aiuti necessari consente infatti una riduzione dello stress nei bambini, una maggiore consapevolezza di sé ed un più formato senso di autoefficacia.

Diagnosi dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento

In Italia la diagnosi di dislessia (e dei DSA in generale) segue, come sistema di codifica, l’ICD-10 (dall’inglese International Classification of Desease, decima revisione) e si richiama alle indicazioni della Consensus Conference del 2007 e alla legge 170/2010.

I codici ICD-10 per i diversi disturbi dell’apprendimento sono:

  • F81.0 – Disturbo specifico di lettura (dislessia)
  • F81.1 – Disturbo specifico di compitazione (disortografia)
  • F81.2 – Disturbo specifico di abilità aritmetiche (discalculia)
  • F81.3 – Disturbi misti di abilità scolastiche
  • F81.8 – Altri disturbi evolutivi di abilità scolastiche (disgrafia)
  • F81.9 – Disordine evolutivo di abilità scolastiche non altrimenti specificato

Per la diagnosi di dislessia o più in generale di DSA vengono utilizzate prove standardizzate svolte in ambulatorio da un’equipe multidisciplinare.

Sono previsti alcuni criteri per la diagnosi di DSA:

  • Non è possibile fare diagnosi di dislessia e disortografia fino al termine della seconda elementare, e discalculia e disgrafia fino al termine della terza elementare. E’ però possibile, di fronte a casi a rischio o familiarità, attivare precocemente interventi di sostegno e di recupero.
  • I punteggi ai test devono essere significativamente sotto la media rispetto alla classe frequentata e al programma didattico.
  • I disturbi di lettura, scrittura, e calcolo devono essere persistenti nel tempo.
  • In casi dubbi, laddove si riscontri, dopo un adeguato training, un miglioramento significativo e tale da far rientrare il bambino dentro i valori tipici, non si potrà fare diagnosi il disturbo specifico.
  • Il disturbo deve avere serie conseguenze specifiche sulle prestazioni scolastiche e quotidiane del bambino.

Sono fattori di esclusione per una diagnosi di DSA la presenza di fattori ambientali ed educativi che possano rallentare lo sviluppo cognitivo (ad esempio un ambiente familiare ad alta deprivazione culturale, linguistica o educativa), la presenza di handicap sensoriali e intellettivi e gravi problemi di natura emotiva.

Diagnosi di DSA

La diagnosi di DSA viene eseguita da un’equipe multidisciplinare che prevede la partecipazione di diverse figure professionali. L’equipe di neuropsichiatria del poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia è composta dal neuropsichiatra infantile, dallo psicologo dell’età evolutiva e dal logopedista. L’iter diagnostico prevede:

  • Colloquio di anamnesi: svolto con i genitori e volto a valutare le tappe di sviluppo psicomotorio e linguistico del bambino ed eventuali problematiche cliniche che possono influenzare gli apprendimenti scolastici. In questa sede vengono inoltre indagate con la famiglia le difficoltà scolastiche del bambino. Si condivide in questa fase iniziale con la famiglia il progetto di valutazione (tempi, modalità ed eventuali accertamenti medici necessari al completamento diagnostico).
  • Valutazione: vengono proposti al bambino dei test per valutare il profilo neuropsicologico. Chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento scolastico possiede un’intelligenza nella norma. Verranno approfondite le funzioni esecutive (per esempio memoria di lavoro, attenzione, organizzazione visuo-spaziale) e le abilità motorie per completamento diagnostico (=definire il quadro clinico) e diagnosi differenziale (=escludere altre situazioni che possono spiegare la difficoltà scolastica). Vengono poi sottoposti test specifici per valutare le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo per individuare eventuali deficit specifici nelle diverse aree dell’apprendimento.
  • Colloquio di restituzione: al termine della valutazione viene redatta una relazione conclusiva che si configura come “segnalazione scolastica” nel caso in cui sia stato individuato un disturbo specifico dell’apprendimento. Questa fase rappresenta un momento molto importante per confrontarsi con la famiglia rispetto al funzionamento generale del bambino e per concordare eventuali strategie utili al successo scolastico. Queste ultime andranno riportate nel “piano didattico personalizzato” (PDP), che rappresenta il patto tra la scuola e la famiglia, come indicato dalla legge 170/2010. La famiglia diventa a questo punto protagonista nel rapporto con la scuola e si può avvalere del supporto dell’equipe multidisciplinare per un confronto attivo con la scuola al fine di individuare i contenuti della didattica personalizzata. L’equipe multidisciplinare seguirà la famiglia per aggiornare la diagnosi ad ogni passaggio di grado scolastico ed in caso di modifiche nel profilo funzionale del soggetto.

Trattamento logopedico dislessia e DSA

Con l’inizio della scuola elementare, in presenza di difficoltà scolastiche in cui non è ancora possibile fare una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (cioè durante la frequenza della  classe prima e seconda per la letto-scrittura e fino alla classe terza per le abilità di calcolo) le linee guida indicano la necessità di provvedere tempestivamente ad un trattamento di potenziamento delle fragilità emerse nell’apprendimento scolastico. Il logopedista concorda con la famiglia un ciclo di trattamento ambulatoriale, dopo il quale si rivalutano gli apprendimenti.

Nei soggetti in cui è stata effettuata una prima diagnosi è indicato un trattamento logopedico di potenziamento per la ricerca di strategie per il raggiungimento del successo scolastico.

Il trattamento logopedico ha lo scopo di potenziare nel bambino l’efficienza nelle abilità di lettura, di scrittura e calcolo.  Ogni trattamento è personalizzato e impostato sulle specifiche difficoltà del bambino: ad esempio in caso di dislessia verranno aumentati i parametri di velocità e correttezza della lettura. Il trattamento logopedico proposto dalla nostra equipe prevede cicli di incontri bisettimanali, rinnovabili fino al raggiungimento degli obiettivi condivisi nelle prime fasi dell’impostazione del piano di trattamento. Fondamentale è il ruolo della famiglia, che rinforza a casa i progressi del bambino tramite esercizi assegnati dal logopedista alla fine di ogni seduta di trattamento.

Per maggiori informazioni visita la pagina dell’ambulatorio di neuropsichiatria per i DSA e DSL.

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Dislessia e DSA. Caratteristiche, trattamento e diagnosi
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Dislessia e DSA. Caratteristiche, trattamento e diagnosi
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La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) che porta a difficoltà nella lettura e si manifesta tipicamente nei primi anni di scuola. In caso di sospetto DSA è importante procedere con una valutazione e una diagnosi multidisciplinare e, nel caso, provvedere ad un trattamento specialistico
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Ospedale Maria Luigia
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DISLESSIA E DSA. CARATTERISTICHE, DIAGNOSI E TRATTAMENTO ultima modifica: 2018-05-29T10:03:56+00:00 da Paolo Artoni
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