GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO (LUDOPATIA): SINTOMI, CAUSE E CURA

gioco d'azzardo patologico

Il gioco d’azzardo patologico, detto anche ludopatia, disturbo da gioco d’azzardo o GAP, è una dipendenza comportamentale caratterizzata da un coinvolgimento persistente e ricorrente nel gioco nonostante le conseguenze negative. Nel DSM-5-TR è classificato tra i disturbi da dipendenza, accanto all’alcolismo e all’abuso di sostanze (APA, 2022). È una condizione clinica frequente nelle persone con altri disturbi mentali, presenti in oltre l’80% dei casi (Galeazzi et al., 2025). Ne parliamo con il commento della dott.ssa Paola Bizzi dell’Ospedale Maria Luigia. In questo articolo vediamo che cos’è il gioco d’azzardo patologico, i criteri diagnostici, i sintomi, le cause, il legame con le altre dipendenze e come si cura.

Che cos’è il gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo comprende tutti quei giochi in cui si puntano somme di denaro su un esito che dipende dal caso e non dall’abilità del giocatore. Diventa patologico quando il comportamento di gioco perde il carattere ricreativo e si trasforma in un bisogno incontrollabile, che la persona continua ad assecondare nonostante i danni economici, relazionali e psicologici.

A inquadrare il problema è la dott.ssa Paola Bizzi: “Il gioco d’azzardo viene identificato come tutti quei giochi in cui si giocano delle somme di denaro e in cui non c’è nessuna abilità da parte del giocatore, ma è semplicemente la fortuna, quella che determina appunto la vincita oppure la perdita di soldi”.

Non tutti i giochi comportano lo stesso rischio. Le forme più frequentemente associate al gioco patologico sono quelle che offrono una vincita immediata e si possono ripetere in rapida successione, come le slot machine, le videolottery (VLT), i videopoker, i gratta e vinci e le scommesse online. I giochi a estrazione differita come il Lotto e il Superenalotto, basati su un’attesa più lunga tra la giocata e l’esito, comportano in genere un potenziale di dipendenza minore.

Quanto è diffuso il gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo patologico è considerato un problema di salute pubblica in costante crescita. Una revisione sistematica della letteratura ha rilevato che la quota di adulti con un gioco problematico nell’arco dell’anno varia ampiamente da paese a paese, in un intervallo compreso tra lo 0,1% e il 5,8% nel mondo e tra lo 0,1% e il 3,4% in Europa, con differenze legate anche ai diversi strumenti di misura utilizzati (Calado & Griffiths, 2016). Il disturbo è più frequente negli uomini e nei giovani adulti, anche se nessuna fascia di popolazione ne è esente.

Un aspetto rilevante riguarda l’accesso alle cure. Uno studio condotto nel Nord Italia ha osservato che solo una minoranza di chi soffre di un problema di gioco arriva ai servizi, spesso a distanza di diversi anni dall’esordio del disturbo e talvolta solo perché già in carico per un’altra dipendenza o un altro disturbo psichiatrico (Pavarin et al., 2018). Questo ritardo nella richiesta di aiuto è uno dei motivi per cui il gioco d’azzardo patologico viene spesso riconosciuto quando le conseguenze economiche e familiari sono già gravi.

Quando il gioco d’azzardo diventa patologico: i criteri del DSM-5-TR

Il passaggio dal gioco ricreativo al gioco d’azzardo patologico è definito da criteri diagnostici precisi. Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR) il disturbo da gioco d’azzardo è inserito nel capitolo dei disturbi correlati a sostanze e da dipendenza, ed è l’unica dipendenza comportamentale ad avervi pieno riconoscimento (APA, 2022). Anche la classificazione internazionale ICD-11 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità lo riconosce, tra i disturbi da comportamenti di dipendenza. La diagnosi richiede la presenza di almeno quattro dei seguenti comportamenti nell’arco di dodici mesi:

  1. bisogno di giocare somme di denaro crescenti per raggiungere l’eccitazione desiderata;
  2. irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o smettere di giocare;
  3. tentativi ripetuti e infruttuosi di controllare, ridurre o interrompere il gioco;
  4. preoccupazione costante per il gioco (rivivere le giocate passate, pianificare le successive, procurarsi denaro per giocare);
  5. gioco usato per gestire stati di disagio come ansia, senso di colpa o umore depresso;
  6. tendenza a tornare a giocare dopo aver perso, per rincorrere le perdite;
  7. menzogne per nascondere l’entità del coinvolgimento nel gioco;
  8. relazioni significative, lavoro o opportunità messi a rischio o perduti a causa del gioco;
  9. ricorso ad altri per farsi prestare denaro e risolvere situazioni economiche disperate causate dal gioco.

Il riconoscimento del gioco d’azzardo patologico come dipendenza, e non come semplice vizio, è relativamente recente. Lo ricorda la dott.ssa Bizzi: “Il gioco d’azzardo patologico è entrato, nell’ultimo manuale diagnostico che noi utilizziamo, tra i disturbi da dipendenza. Viene classificato insieme ad altri disturbi da dipendenza come l’alcolismo”, e ancora “l’abuso di sostanze proprio perché c’è una base neurofisiobiologica che accomuna questo tipo di disturbi”.

Sintomi e segnali del gioco d’azzardo patologico

I sintomi del gioco d’azzardo patologico riguardano tre aree. Sul piano psicologico compaiono la preoccupazione costante per il gioco, l’irritabilità quando si tenta di smettere, la perdita di controllo e il bisogno di puntare somme sempre maggiori. Sul piano economico si osservano debiti crescenti, richieste di prestiti e soprattutto la rincorsa delle perdite, cioè il tentativo di recuperare il denaro perso continuando a giocare. Sul piano relazionale emergono menzogne per nascondere il gioco, isolamento e progressiva trascuratezza degli impegni familiari e lavorativi.

Un elemento centrale è rappresentato dalle distorsioni cognitive, in particolare l’illusione di controllo e la convinzione di poter prevedere o influenzare un esito che dipende solo dal caso (Moreira et al., 2023). È quello che la dott.ssa Bizzi descrive come pensiero magico: “Il giocatore patologico ha false credenze, ha un pensiero, se vogliamo dire, magico. Il giocatore si lega tutta una serie di false convinzioni che lo inducono a pensare che lui è capace di gestire la sua fortuna”, fino a convincersi di “controllare la macchina, controllare la fortuna”.

Proprio per questo la consapevolezza del problema arriva spesso tardi: il giocatore, osserva la dott.ssa Bizzi, “si accorge di avere un problema, se se ne accorge, quando ormai la situazione economica è compromessa o parzialmente compromessa”. Per i familiari i segnali più utili da cogliere riguardano la quotidianità: con l’avanzare del disturbo vengono progressivamente disattesi gli obblighi e gli impegni familiari di tutti i giorni.

Le cause del gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo patologico ha origine multifattoriale e nasce dall’interazione di fattori individuali, psicologici e sociali. Una revisione sistematica della letteratura ha individuato tra i principali fattori di rischio il sesso maschile, la giovane età con un esordio precoce del gioco, una bassa scolarità, le difficoltà economiche e la familiarità per il disturbo, oltre alle distorsioni cognitive già descritte (Moreira et al., 2023).

A questi si aggiunge il ruolo del meccanismo di rinforzo tipico di alcuni giochi. La dott.ssa Bizzi sottolinea come i giochi più dannosi siano quelli che offrono una vincita immediata: “Quello che desidera il giocatore patologico è avere una risposta immediata e questo determina un meccanismo psicofisiologico compulsivo che è quello che porta avanti il gioco e sostiene il disturbo”. Non a caso le slot machine, le videolottery e i gratta e vinci, basati su una gratificazione rapida, sono tra i principali responsabili dei quadri più gravi.

Gioco d’azzardo patologico, alcol e abuso di sostanze

Il gioco d’azzardo patologico condivide con le dipendenze da sostanze gli stessi meccanismi di fondo, ed è proprio per questo che nel DSM-5 è stato spostato nel capitolo dei disturbi correlati a sostanze e da dipendenza, riconoscendone il legame con la dipendenza da alcol e droghe (Moreira et al., 2023). È quanto sottolinea anche la dott.ssa Bizzi quando ricorda che il disturbo viene classificato insieme all’alcolismo e all’abuso di sostanze, con un approccio terapeutico analogo.

Questo legame non è solo teorico, ma trova conferma nei dati. Una meta-analisi su studi di popolazione ha mostrato che oltre l’80% delle persone con disturbo da gioco d’azzardo presenta almeno un altro disturbo mentale. In particolare, circa un terzo soffre di un disturbo da uso di sostanze e poco meno di un terzo di un disturbo da uso di alcol, con un rischio da cinque a dodici volte superiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare una dipendenza da alcol, droghe o nicotina (Galeazzi et al., 2025).

Quando il gioco d’azzardo si associa a una dipendenza da sostanze o a un altro disturbo psichiatrico si parla di doppia diagnosi, una condizione che rende il quadro più complesso e che richiede un trattamento integrato.

Le conseguenze del gioco d’azzardo patologico

Le conseguenze del gioco d’azzardo patologico sono spesso gravi e investono più ambiti della vita. Il disturbo si associa a debiti e dissesto economico, conflitti e violenza in famiglia, depressione, e a un aumento del rischio di suicidio (Wardle et al., 2024). Non a caso, come racconta la dott.ssa Bizzi, i pazienti arrivano all’osservazione clinica “generalmente in una condizione di depressione, ansia, talvolta hanno tentato il suicidio proprio perché si sono create delle condizioni estremamente gravi di indebitamento”.

La ricaduta sulla famiglia è uno degli aspetti più pesanti. “Come tutti i disturbi da dipendenza, anche quello da gioco ha una grave ricaduta sulla famiglia”, spiega la dott.ssa Bizzi: il disturbo incide sull’andamento della quotidianità familiare e sulla gestione del bilancio, generando forti conflittualità all’interno dei nuclei familiari. A volte le situazioni diventano estreme: la dottoressa ricorda il caso di una paziente giunta all’osservazione clinica dopo un tentativo di suicidio a seguito della perdita dell’appartamento giocato d’azzardo, e quello di un padre di famiglia indebitatosi al punto da dover allontanare il proprio nucleo.

Come si cura il gioco d’azzardo patologico

La psicoterapia per il gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo patologico si affronta con un percorso di psicoterapia. Tra gli approcci psicologici, la terapia cognitivo-comportamentale è tra i più studiati e ha mostrato di poter ridurre la gravità del gioco (Eriksen et al., 2023).

Sono utili anche altri approcci. Il colloquio motivazionale, che aiuta la persona a risolvere l’ambivalenza verso il cambiamento, si è mostrato efficace nel breve termine, soprattutto nelle fasi iniziali del percorso (Yakovenko et al., 2015). Gli interventi basati sulla mindfulness, combinati con il trattamento abituale, possono ridurre il craving e migliorare la regolazione delle emozioni (Sancho et al., 2018), mentre sono allo studio strategie aggiuntive come la gestione delle contingenze (Christensen et al., 2018).

Stimolazione magnetica transcranica

Tra gli approcci ancora in fase di studio rientra la stimolazione magnetica transcranica (TMS), una tecnica di neuromodulazione non invasiva. Alcune ricerche preliminari condotte in Italia hanno osservato una riduzione del desiderio di giocare e dell’impulsività (Concerto et al., 2025) e un miglioramento del controllo degli impulsi (Gavazzi et al., 2025). Si tratta però di risultati ottenuti su singoli casi o piccoli campioni: la TMS non è a oggi una terapia consolidata per il gioco d’azzardo patologico e non dispone di un’indicazione formale, per cui servono studi più ampi prima di poterne definire il ruolo nella pratica clinica.

Come prevenire il gioco d’azzardo patologico

La prevenzione del gioco d’azzardo patologico non può ricadere solo sul singolo. Lo sottolinea la dott.ssa Bizzi: “Per quanto riguarda la prevenzione primaria credo che non siamo noi psichiatri, o comunque noi addetti ai lavori, che possiamo farla. È necessario un cambiamento forse della politica economica, sociale e di costume”, a maggior ragione in un contesto in cui la possibilità di facili guadagni viene continuamente pubblicizzata.

Questa lettura è in linea con le indicazioni più recenti della salute pubblica, secondo cui le misure efficaci riguardano soprattutto la regolazione dell’offerta e dell’esposizione al gioco, e non solo la responsabilità individuale del giocatore (Wardle et al., 2024). Un’attenzione particolare va rivolta al gioco online, in forte crescita e progettato per essere rapido e coinvolgente: è ormai molto diffuso tra gli adolescenti (Montiel et al., 2021) e la frequentazione delle comunità di gioco online si associa a un gioco più intenso e problematico nei più giovani (Sirola et al., 2018).

Domande frequenti sul gioco d’azzardo patologico

Quando il gioco d’azzardo diventa patologico?

Il gioco diventa patologico quando perde il carattere ricreativo e si trasforma in un bisogno incontrollabile, che la persona continua ad assecondare nonostante i danni. Il DSM-5-TR richiede la presenza di almeno quattro comportamenti tipici (perdita di controllo, rincorsa delle perdite, menzogne, irrequietezza nel tentativo di smettere) nell’arco di dodici mesi (APA, 2022).

Cosa scatta nella mente di un giocatore patologico?

Agiscono soprattutto le distorsioni cognitive, in particolare l’illusione di controllo, cioè la convinzione di poter prevedere o influenzare un esito che dipende solo dal caso (Moreira et al., 2023). A questa si lega la ricerca di una gratificazione immediata, che alimenta un meccanismo compulsivo.

Come si cura la dipendenza da gioco d’azzardo?

Il gioco d’azzardo patologico si affronta con un percorso di psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, affiancata quando utile dal colloquio motivazionale (Eriksen et al., 2023; Yakovenko et al., 2015). In Italia i percorsi di cura sono disponibili sia presso i servizi pubblici per le dipendenze e i centri di salute mentale, sia presso strutture specializzate, soprattutto nei casi più gravi.

Quali sono i giochi d’azzardo più a rischio?

I più pericolosi sono quelli che offrono una vincita immediata, come slot machine, videolottery e gratta e vinci, perché la rapidità della gratificazione favorisce il meccanismo compulsivo. Anche il gioco online, sempre accessibile, comporta un rischio elevato.

Il gioco d’azzardo patologico è una malattia?

Sì. Non è un vizio ma una dipendenza riconosciuta: nel DSM-5-TR il disturbo da gioco d’azzardo è classificato tra i disturbi da dipendenza, accanto all’alcolismo e all’abuso di sostanze, con cui condivide una base neurobiologica comune (APA, 2022).

Informazioni per il ricovero

In questa pagina trovi le informazioni su come funziona il ricovero presso l’Ospedale Maria Luigia, le modalità di accesso e i contatti.

Scopri di più

Bibliografia

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