Disturbi dell'umore

RICOVERO PER DEPRESSIONE: QUANDO È NECESSARIO E COME FUNZIONA

Il ricovero per depressione è un intervento clinico che si rende necessario quando il percorso ambulatoriale non produce risultati sufficienti. Si stima che il 15-30% dei pazienti con depressione maggiore non risponda a due o più trattamenti farmacologici adeguati (Marx et al., 2023). Per questi pazienti, il ricovero ospedaliero a riabilitazione intensiva rappresenta un passaggio fondamentale del percorso di cura. In questo articolo, con il contributo del Prof. Giuliano Turrini, psichiatra e Direttore Sanitario dell’Ospedale Maria Luigia, vediamo quando il ricovero è indicato, come si accede, cosa succede durante la degenza, quanto dura e cosa aspettarsi dopo le dimissioni.

Ricovero per depressione, quando il trattamento ambulatoriale non è sufficiente

Il trattamento della depressione segue un modello a intensità crescente, definito nella letteratura internazionale come stepped care. Nei casi lievi o moderati, la psicoterapia e la farmacoterapia ambulatoriale sono generalmente efficaci. Quando però il quadro clinico non migliora dopo interventi adeguati, è necessario passare a un livello di cura più intensivo (Marx et al., 2023).

Oltre due terzi dei pazienti con depressione maggiore non raggiunge la remissione dopo il primo trattamento farmacologico. Una quota compresa tra il 15 e il 30% non risponde neppure al secondo tentativo, configurando una condizione di depressione resistente al trattamento. Per questi pazienti, il ricovero per depressione consente una revisione terapeutica completa in un contesto di osservazione clinica quotidiana.

“Nella nostra esperienza i pazienti arrivano al ricovero dopo aver già provato diverse strategie ambulatoriali. Il ricovero ci permette di riconsiderare la diagnosi, valutare eventuali comorbilità non riconosciute e impostare un trattamento combinato con un monitoraggio che in ambulatorio non è possibile”, spiega il Prof. Turrini.

Indicazioni cliniche al ricovero per depressione

Le linee guida internazionali, sintetizzate nel modello a quattro livelli di stepped care proposto dal primer Nature Reviews Disease Primers sulla depressione maggiore, collocano il ricovero ospedaliero al livello più elevato dell’intervento, riservandolo a condizioni cliniche specifiche (Marx et al., 2023; Malhi et al., 2021; NICE, 2022):

  • depressione grave con rischio di danno a sé o ad altri;
  • depressione resistente al trattamento, definita come risposta inadeguata ad almeno due farmaci antidepressivi a dose e durata adeguate;
  • rischio di compromissione fisica per incapacità di provvedere a sé stessi (alimentazione, igiene, assunzione regolare dei farmaci);
  • presenza di sintomi psicotici associati alla depressione;
  • necessità di una revisione diagnostica e terapeutica in un contesto di osservazione clinica continuativa, in particolare in presenza di comorbilità con disturbi da uso di alcol o sostanze.

Un aspetto che la letteratura sottolinea è la necessità di escludere le cause di pseudo-resistenza prima di considerare un paziente realmente resistente al trattamento: comorbilità psichiatriche non riconosciute (come un disturbo bipolare misconosciuto o comorbilità con disturbi di personalità), scarsa aderenza alla terapia, dosaggi inadeguati o diagnosi errata.

Il ricovero offre il contesto clinico per condurre questa valutazione in modo approfondito. “Durante il ricovero possiamo osservare il paziente quotidianamente, fare una valutazione psicodiagnostica strutturata e identificare comorbilità che in ambulatorio possono sfuggire. Questo consente di bilanciare correttamente una terapia farmacologica più efficace”, precisa il Prof. Turrini.

Come accedere al ricovero per depressione

Il ricovero viene svolto previa valutazione ambulatoriale da parte di uno psichiatra dei servizi pubblici o privato. Lo specialista redige una relazione clinica che include la storia della malattia, la terapia farmacologica in corso, le problematiche internistiche e un progetto di cura post-ricovero. La relazione viene inviata all’Ufficio Ricoveri, che contatta il paziente per concordare la data di ammissione. Per maggiori informazioni sui ricoveri è possibile visitare la pagina dedicata Informazioni per il ricovero.

Il percorso di cura durante il ricovero per depressione

L’Ospedale Maria Luigia è un ospedale psichiatrico che abbina, a un trattamento per le acuzie, una riabilitazione psichiatrica mirata. “Così come per altre discipline, la riabilitazione post-acuzie inizia subito, per ridurre le possibili problematiche relative alla cronicizzazione e favorire il recupero delle autonomie personali”, spiega il Prof. Turrini.

La riabilitazione intensiva

All’Ospedale Maria Luigia il paziente prende parte a un percorso di riabilitazione psichiatrica che si caratterizza per la frequenza e la continuità degli interventi: partecipa infatti quotidianamente a un programma strutturato che combina gruppi di riabilitazione e psicoterapia insieme ad attività individuali. Come documentato dalla letteratura, la combinazione di terapie farmacologiche e non farmacologiche produce risultati superiori rispetto ai singoli interventi, sia nella fase acuta sia nella prevenzione delle ricadute (Marx et al., 2023).

Il vantaggio del contesto ospedaliero è la possibilità di integrare questi interventi all’interno di una cornice terapeutica coerente. La revisione farmacologica viene condotta con un monitoraggio quotidiano della risposta, mentre i gruppi di psicoterapia e le attività riabilitative lavorano sulle competenze relazionali, sulla consapevolezza emotiva e sul recupero delle autonomie personali. Il piano terapeutico è sempre individualizzato e viene modulato nel corso del ricovero in base all’evoluzione clinica.

La letteratura conferma l’efficacia di questo approccio: i programmi intensivi di ricovero producono miglioramenti clinici significativi, anche nei pazienti con depressione resistente (Taylor et al., 2021; Driessen et al., 2019).

Dopo le dimissioni: prevenzione delle ricadute

La depressione maggiore è una malattia con un alto tasso di ricorrenza. Secondo i dati della letteratura, fino all’85% dei pazienti va incontro a una recidiva nel corso della vita, e il 34-48% presenta un decorso persistente con episodi che superano i 12 mesi di durata (Marx et al., 2023). Il periodo immediatamente successivo alle dimissioni è inoltre il più critico: una meta-analisi su 13 studi ha rilevato un tasso di riammissione del 16% entro 30 giorni dalla dimissione da reparti psichiatrici (Muhammad et al., 2023).

Per questi motivi, la prevenzione delle ricadute inizia durante il ricovero stesso. La terapia farmacologica impostata in degenza deve essere proseguita e monitorata dallo psichiatra territoriale, con rivalutazioni periodiche.

Le linee guida NICE raccomandano che qualsiasi riduzione avvenga in modo graduale, per contenere il rischio di ricaduta e gestire eventuali sintomi da sospensione (NICE, 2022). La prosecuzione della psicoterapia dopo la dimissione ha un effetto protettivo sulle ricadute comparabile al mantenimento della terapia farmacologica (Cuijpers et al., 2020). Il percorso di cura non si esaurisce quindi con la dimissione, ma deve proseguire sul territorio.

“Al momento della dimissione il paziente ha una terapia farmacologica impostata e stabilizzata, ha lavorato in psicoterapia di gruppo e individuale, e ha una relazione clinica da consegnare al collega territoriale. Il percorso non si esaurisce con il ricovero, ma deve proseguire a livello ambulatoriale”, spiega il Prof. Turrini.

Percorsi ambulatoriali per la depressione

Non tutti i pazienti con depressione necessitano di un ricovero. L’Ospedale Maria Luigia offre visite psichiatriche specialistiche presso il suo poliambulatorio. Inoltre è ad oggi attivo un percorso ambulatoriale basato sulla stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS). La rTMS è una tecnica di neurostimolazione non invasiva raccomandata dalle linee guida internazionali per la depressione resistente (NICE, 2022; Kennedy et al., 2016). Il trattamento si svolge senza necessità di ricovero.

Per maggiori informazioni sui trattamenti con rTMS è possibile consultare la pagina specifica del servizio.

Informazioni per il ricovero

In questa pagina trovi tutte le informazioni utili su come funziona il ricovero presso il nostro ospedale, le modalità di accesso e i contatti.

Scopri di più

FAQ

Quando è necessario il ricovero per depressione?

Il ricovero è indicato in caso di depressione grave con rischio di danno a sé o ad altri, depressione resistente a due o più trattamenti farmacologici adeguati, rischio di compromissione fisica per incapacità di provvedere a sé stessi, presenza di sintomi psicotici associati alla depressione o necessità di una revisione diagnostica e terapeutica complessa in un contesto di osservazione clinica continuativa. La valutazione spetta allo psichiatra che ha in carico il paziente.

Come farsi ricoverare per depressione?

Il percorso parte dallo psichiatra territoriale, che redige una relazione clinica e la invia alla struttura. All’Ospedale Maria Luigia il ricovero è sempre volontario e viene concordato con il paziente.

Quanto dura un ricovero per depressione?

All’Ospedale Maria Luigia la durata è in genere tra 4 e 6 settimane. La fase acuta è di norma breve, mentre la fase riabilitativa richiede tempi più distesi in base alla risposta clinica del paziente.

Cosa succede durante il ricovero per depressione?

Il paziente partecipa quotidianamente a un programma strutturato che combina la revisione della terapia farmacologica con gruppi di psicoterapia e attività riabilitative. Il piano terapeutico è individualizzato e viene modulato nel corso del ricovero in base all’evoluzione clinica.

Bibliografia

Cuijpers, P., Noma, H., Karyotaki, E., Vinkers, C. H., Cipriani, A., & Furukawa, T. A. (2020). A network meta-analysis of the effects of psychotherapies, pharmacotherapies and their combination in the treatment of adult depression. World Psychiatry, 19(1), 92–107. https://doi.org/10.1002/wps.20701

Driessen, E., Dekker, J. J. M., Peen, J., Van, H. L., Maina, G., Rosso, G., Rigardetto, S., Cuniberti, F., Vitriol, V. G., Florenzano, R. U., Andreoli, A., Burnand, Y., López-Rodríguez, J., Villamil-Salcedo, V., Twisk, J. W. R., & Hendriksen, M. (2019). Effectiveness of inpatient versus outpatient complex treatment programs in depressive disorders. BMC Psychiatry, 19(1), 380. https://doi.org/10.1186/s12888-019-2371-5

Kennedy, S. H., Lam, R. W., McIntyre, R. S., Tourjman, S. V., Bhat, V., Blier, P., Hasnain, M., Jollant, F., Levitt, A. J., MacQueen, G. M., McInerney, S. J., McIntosh, D., Milev, R. V., Müller, D. J., Parikh, S. V., Pearson, N. L., Ravindran, A. V., & Uher, R. (2016). Canadian Network for Mood and Anxiety Treatments (CANMAT) 2016 clinical guidelines for the management of adults with major depressive disorder: Section 3. Pharmacological treatments. Canadian Journal of Psychiatry, 61(9), 540–560. https://doi.org/10.1177/0706743716659417

Malhi, G. S., Bell, E., Bassett, D., Boyce, P., Bryant, R., Hazell, P., Hopwood, M., Lyndon, B., Mulder, R., Porter, R., Singh, A. B., & Murray, G. (2021). The 2020 Royal Australian and New Zealand College of Psychiatrists clinical practice guidelines for mood disorders. Australian & New Zealand Journal of Psychiatry, 55(1), 7–117. https://doi.org/10.1177/0004867420979353

Marx, W., Penninx, B. W. J. H., Solmi, M., Furukawa, T. A., Firth, J., Carvalho, A. F., & Berk, M. (2023). Major depressive disorder. Nature Reviews Disease Primers, 9(1), 44. https://doi.org/10.1038/s41572-023-00454-1

Muhammad, N., Kishore, U., Rana, F., Asghar, A., Asif, M., & Naveed, S. (2023). Independent predictors of 30-day readmission to acute psychiatric wards: A systematic review and meta-analysis. Cureus, 15(7), e42490. https://doi.org/10.7759/cureus.42490

National Institute for Health and Care Excellence. (2022). Depression in adults: Treatment and management (NICE guideline NG222). https://www.nice.org.uk/guidance/ng222

Taylor, R. W., Coleman, J. R. I., Lawrence, A. J., Strawbridge, R., Zahn, R., & Cleare, A. J. (2021). Predicting clinical outcome to specialist multimodal inpatient treatment in patients with treatment resistant depression. Journal of Affective Disorders, 291, 188–197. https://doi.org/10.1016/j.jad.2021.04.074

Autore

Ospedale Maria Luigia

Paolo Artoni è Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica presso l'Ospedale Maria Luigia e dott. in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive.

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