ALCOL E GIOCO D’AZZARDO: PROBLEMA SOCIALE E RISPOSTE SANITARIE

Alcol e Gioco d’Azzardo Patologico. Le cronache degli ultimi anni ci raccontano di un’Italia dal numero crescente di giocatori d’azzardo con problematiche di abuso di alcol. Un fenomeno sociale con radici antiche che, in virtù anche ad un’offerta sempre più ampia e pervasiva, va assumendo connotati nuovi e di grave preoccupazione.

Alcol e Gioco d’Azzardo

Dalle slot machine alle videolottery, dai gratta e vinci ai “win for life”, dalle sale Bingo fino ai giochi on-line e alle applicazioni per smartphone, le possibilità di accesso al gioco d’azzardo sono tantissime.

Secondo recenti studi del CNR di Pisa negli ultimi tre anni i cosiddetti “giocatori sociali” sono stati circa 16 milioni di persone in valore assoluto: di questi l’1,6%, circa 250 mila persone, sono “giocatori patologici”.

Il giocatore d’azzardo patologico

Qual è l’identikit del giocatore d’azzardo patologico? In prevalenza sono maschi, di età media intorno ai 35-40 anni. Molti dei giocatori patologici, circa la metà, non hanno un posto di lavoro fisso e circa il 30% utilizza almeno una sostanza stupefacente durante l’anno.

Conseguenze sanitarie del gioco d’azzardo parologico

Il fenomeno sociale del gioco d’azzardo ha ovviamente un risvolto sanitario. Di questo si parlerà nel corso di formazione intitolato La comorbilità tra disturbo da uso di alcool e disturbo da gioco d’azzardo, dipendenza crociata e comorbilità psichiatrica in programma giovedì 7 maggio 2015, dalle ore 9 alle 13, presso l’Ospedale Maria Luigia di Monticelli Terme.

Se il gioco d’azzardo patologico ha una propria identità nella classificazione delle dipendenze patologiche, esso viene ultimamente associato alla dipendenza da sostanze psicoattive in termini di trattamento con scarsi esiti di cura. Diventa quindi indispensabile, per i professionisti del sociale e del sanitario, conoscere il fenomeno gambling, saper valutare le richieste d’aiuto e saper attivare offerte diversificate di cura.

Relatori dell’incontro saranno il Dr. Maurizio Avanzi, del SerT di Cortemaggiore, e il Dr. Umberto Caroni della Onlus Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia.

 

Autore

dott. Paolo Artoni

Paolo Artoni è Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica presso l'Ospedale Maria Luigia e dott. in Psicobiologia e Neuroscienze Cognitive.

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