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TRAUMA PSICOLOGICO COME SUPERARLO. ACT E PSICOTERAPIE DI TERZA GENERAZIONE

TRAUMA PSICOLOGICO COME SUPERARLO. ACT E PSICOTERAPIE DI TERZA GENERAZIONE

ACT e Trauma. Come affrontare un trauma psicologico secondo le psicoterapie di terza generazione.

Il trauma psicologico si verifica quanto un soggetto è vittima un evento grave o particolarmente stressante. Non tutti però reagiamo agli eventi spiacevoli della vita nello stesso modo, ci sono variabili individuali, il contesto in cui viviamo, la nostra personale storia di vita che possono modificare il modo con cui reagiamo agli eventi. Ma, a fronte di particolari eventi di vita, tutti noi possiamo mostrare elevati livelli di stress che possono portare ad un significativo peggioramento della qualità di vita. In genere, dopo un evento traumatico, il soggetto può presentare disturbi come ansia, insonnia, depressione; in alcuni casi è possibile che immagini intrusive e ricordi vividi portino il soggetto a rivivere paure e ansie come se stesse realmente rivivendo l’evento traumatico.

Le conseguenze psicologiche del trauma sono da sempre oggetto di studi approfonditi nell’ambito della psicologia clinica. In questo articolo approfondiremo l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy), uno degli approcci d’elezione al trattamento del trauma; a parlarcene il dott. Enea Filimberti, analista del comportamento e psicoterapeuta ACT.

“Il primo punto da cui partire quando si lavora col trauma è quello di accogliere e normalizzare quanto il paziente sta vivendo. A seguito di un evento traumatico è normale vivere ansia, avere una flessione del tono dell’umore ed essere disturbati dal ricordo dell’evento. Capire questo è di fondamentale importanza per il paziente e per proseguire nell’intervento terapeutico.”

Trauma ed evitamento. Cosa dice l’ACT

Sin da piccoli abbiamo imparato che l’evitamento è un’ottima strategia per non soffrire. Quando per la prima volta abbiamo sperimentato, direttamente o attraverso la regola di un genitore, che toccare una pentola rovente è molto doloroso, abbiamo appreso che evitare di toccarla ci avrebbe preservato dal soffrire. “L’evitamento è un ottima strategia che l’essere umano ha per garantire la sua sopravvivenza” prosegue il dott. Filimberti “ma risulta un problema per la qualità della vita quando l’evitamento della “pentola” significa cercare di controllare in modo rigido la sofferenza psicologica.” “Dopo un evento traumatico” prosegue il dott. Filimberti “è normale avere paura, anzi è fondamentale; il problema nasce quando di fronte alla paura, che è certamente un’emozione sgradevole, mettiamo in atto, in automatico, dei comportamenti per evitare di sentirla o per cancellarla.” Secondo l’ACT, infatti, ciò che ci mantiene in uno stato di sofferenza è la “rigidità psicologica” ossia il nostro tentativo di controllare ed evitare di sentire le emozioni dolorose, nel caso dei traumi quelle collegate all’evento. “Più evitiamo e tentiamo di controllare quello che viviamo internamente e più ci rinchiudiamo, più diventiamo “piccoli” e quella sofferenza occupa tutto lo spazio della nostra vita.”

Trauma e ACT: la matrice di Kevin Polk

Uno degli strumenti più utili per il trattamento del trauma è sicuramente la matrice di Kevin Polk. Polk, psicologo e ricercatore americano, che per anni si è occupato di trattamento di pazienti traumatizzati, in particolare soldati americani reduci dalle guerre. La Matrice da lui creata è un ottimo strumento per diventare consapevoli di come funzioniamo. “Molto spesso il paziente traumatizzato utilizza la maggior parte delle energie nel tentativo di controllare la sofferenza; questo avviene spesso in modo automatico e non consapevole. L’emozione sgradevole “accende” il pilota automatico e iniziano i comportamenti di evitamento. Attraverso l’utilizzo della Matrice siamo in grado di analizzare, insieme al paziente, quali comportamenti sono funzionali all’evitamento e quali comportamenti sono invece utili a tornare a vivere una vita ricca e soddisfacente.

“La matrice è un facilitatore grafico che aiuta i pazienti a vedere come ci sono due diverse tipologie di comportamenti, i comportamenti di allontanamento e controllo del dolore e i comportamenti verso una direzione significativa.” “Quando iniziamo a notare come reagiamo di fronte a emozioni negative spesso ci rendiamo conto che, automaticamente, siamo portati a mettere in atto comportamenti evitanti (per esempio chiuderci in casa, evitare alcune situazioni sociali, abusare di sostanze che alterino lo stato di coscienza etc.). Questi comportamenti, anche se inizialmente sembrano funzionare, nel lungo periodo aggravano la sofferenza iniziale e complicano la situazione.” “L’altra tipologia di comportamenti che la matrice presenta sono quelli che vanno verso una direzione per noi significativa (ad esempio educare i figli, coltivare una passione, studiare una materia interessante etc). Questa seconda tipologia ci aiuta a capire quali azioni concrete facciamo per costruirci una vita ricca e in linea con i nostri valori”. La matrice è uno strumento molto potente per aiutare i pazienti a capire le basi del funzionamento umano e poter diventare consapevoli delle proprie strategie di evitamento.

ACT: rigidità psicologica vs flessibilità psicologica

“Concludendo l’obiettivo principale di un intervento ACT è quello di favorire nel paziente una migliore flessibilità psicologica. Ciò che rende una persona psicologicamente flessibile sono la consapevolezza e la disponibilità ad abbandonare gradualmente il “pilota automatico” e i tentativi di controllo per riorientare i propri comportamenti nella direzione di chi o cosa è veramente importante per la persona.

Il trattamento terapeutico non punta tanto all’eliminazione dell’emozione spiacevole, quanto piuttosto ad abbandonare gradualmente strumenti disfunzionali di controllo .

“Nel corso del trattamento l’emozione sgradevole viene sempre meno evitata” conclude il dott. Filimberti “anzi quasi ricercata, portando sempre più il paziente ad espandere il proprio repertorio comportamentale e riaprirsi così ad una vita ricca e soddisfacente.”

Il dott. Filimberti svolge la sua attività clinica presso l’Ospedale Maria Luigia. Insieme ad altri colleghi che condividono il modello terapeutico dell’ACT è parte dell’equipe Leaves – Psicologia Applicata che lavora presso il poliambulatorio dell’Ospedale Maria Luigia.

Per maggiori informazioni sull’ACT e il trattamento psicoterapeutico dei traumi è possibile scrivere alla mail leaves@ospedalemarialuigia.it oppure visitare la pagina dell’equipe Leaves

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Trauma e ACT. Superare un trauma psicologico | Ospedale Maria Luigia
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Trauma e ACT. Superare un trauma psicologico | Ospedale Maria Luigia
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Come affrontare un trauma psicologico con le psicoterapie di terza generazione. Intervista al dott. Filimberti, psicoterapeuta ACT.
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Ospedale Maria Luigia
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TRAUMA PSICOLOGICO COME SUPERARLO. ACT E PSICOTERAPIE DI TERZA GENERAZIONE ultima modifica: 2016-10-05T11:22:00+00:00 da Paolo Artoni
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